Come vendere prodotti italiani in Cina: la guida 2026

09/03/2022

Vendere prodotti italiani in Cina non è mai stato così accessibile grazie alla crescente digitalizzazione, alle piattaforme di e-commerce e al supporto offerto da partner locali. La Cina è una delle economie più dinamiche al mondo e rappresenta una destinazione ideale per le aziende italiane che vogliono espandere il proprio business internazionale.

Il Made in Italy gode di una reputazione eccellente in Cina, associata a qualità, lusso e autenticità. Secondo dati ufficiali, l’interscambio commerciale tra Italia e Cina ha raggiunto circa 64,9 miliardi di euro nel 2024, con esportazioni italiane verso la Cina pari a 15,3 miliardi di euro (fonte Ambasciata di Pechino).

Non solo tessile e pelletteria, ma anche altri settori hanno mostrato crescite notevoli. In particolare, l’Italia è diventata il principale partner commerciale per le esportazioni di marmo, con metà delle vendite internazionali di marmo italiano dirette in Cina. Inoltre, si registra una crescita del 14% nel comparto del tessile e abbigliamento, mentre il settore farmaceutico ha visto un incremento del 192,1% (fonte Il Sole 24 Ore).

Quello cinese è un mercato che offre numerose opportunità e la cui domanda è in costante aumento, ma anche uno dei più insidiosi. Questa guida aggiornata ti fornirà tutte le informazioni necessarie per entrare nel mercato cinese, evidenziando le strategie più efficaci e le tendenze del momento.

Fase 1 - Partire dall’offline

Studiare il mercato

Per vendere prodotti italiani in Cina è fondamentale prima di tutto un’attenta ricerca di mercato

L’appeal del Made in Italy non è più l’unico driver di scelta per il pubblico cinese, che è diventato col tempo sempre più esigente e consapevole nell’affrontare i propri acquisti. 

Vendere prodotti italiani in Cina studiare il mercato

La concorrenza con i competitors può diventare spietata, perciò occorre trovare il modo per differenziarsi e commettere quanti meno errori possibili per vendere prodotti italiani in Cina. 

Vi sono diverse insidie di cui bisogna tener conto prima di avviare un processo di internazionalizzazione in Cina:

Diversificare in base alle province

Per esportare in Cina bisogna in primo luogo tenere conto delle enormi differenze che possono riscontrarsi tra le diverse regioni o città.

La Cina ha un territorio vastissimo: 23 province, 5 regioni autonome, 4 municipalità e 2 regioni amministrative speciali. Considerare il Paese come un unico mercato può portare a grosse perdite di tempo e, soprattutto, di denaro.

Per fare chiarezza e differenziare meglio i consumatori, le città cinesi vengono in genere classificate con un sistema chiamato City-Tier

Si distinguono 4 Tier: le grandi metropoli e le città più ricche come Shanghai e Pechino fanno parte del Tier 1, mentre le città con un PIL più basso e una popolazione ridotta appartengono al Tier 4. 

Chi vuole vendere prodotti italiani in Cina si affida a questa classificazione per pianificare il proprio export plan: la strategia per promuovere i propri prodotti italiani in una città Tier 1 sarà infatti completamente diversa da quella da adottare per una città Tier 4.

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Diversificare in base alle generazioni

Per vendere prodotti italiani in Cina è bene che la propria strategia venga adattata a seconda della categoria merceologica e le fasce d’età a cui ci si rivolge. Vi sono grandi differenze tra le diverse generazioni e adeguare la comunicazione al proprio target può fare la differenza.

L’importanza del networking in Cina

Uno dei concetti fondamentali della cultura cinese, declinato anche in ambito business, è quello di guanxi 关系 (lett. “relazioni”). Avere le giuste guanxi è fondamentale, soprattutto in rapporti lavorativi in cui serve conquistarsi la fiducia del proprio partner.

Si tratta di rapporti di stima reciproca che vanno costruiti con tempo e pazienza e non di semplice networking come lo intendiamo in Occidente.

Ma come rompere il ghiaccio e trovare i primi contatti? Pensare di vendere prodotti italiani in Cina senza alcun punto di riferimento è impensabile, per questo affidarsi nella prima fase a chi opera già nel Paese dovrebbe essere la scelta più opportuna: permette di evitare buchi nell’acqua e risparmiare il tempo necessario a costruire una relazione di fiducia con la controparte.

La soluzione migliore è quella di appoggiarsi a un’agenzia che opera da tempo nel mercato, specializzata in servizi di consulenza specifici per vendere prodotti italiani in Cina. 

Guanxi in Cina networking per vendere prodotti italiani in Cina

Noziroh Hub, con sede in Italia, in Cina ed esperienza decennale nel vendere prodotti italiani in Cina, rappresenta una linea diretta con l’Asia.

Infatti, offre supporto in varie fasi e aspetti del percorso di internazionalizzazione: possibilità di appoggiarsi a un temporary export manager, supporto per logistica e spedizioni, magazzino e supporto vendita B2B.

Fase 2 - Vendere prodotti italiani in Cina (online)

Scegliere le giuste piattaforme

Per vendere prodotti italiani in Cina è necessario adattare la propria strategia online e ottimizzare il proprio e-commerce per specifiche piattaforme web.

In Cina il motore di ricerca principale non è Google, ma Baidu, e sono diversi anche i social network utilizzati: Facebook, Instagram e WhatsApp lasciano posto ad altri social locali come Wechat, Douyin, Little Red Book.

Vista l’enorme varietà di social network, posizionarsi su quelle giuste può essere più impegnativo del previsto. Per questo tema consigliamo di leggere l'articolo "5 profili social per la tua strategia di marketing in Cina" (leggi qui).

E-commerce

Quello dell’e-commerce cinese è uno degli ecosistemi più prosperi al mondo: secondo uno studio McKinsey i volumi delle vendite raggiungeranno presto i 650 miliardi di dollari, rendendo quello cinese il primo mercato al mondo.

Vi sono due modi per vendere prodotti italiani in Cina tramite e-commerce:

  • aprire autonomamente il proprio e-commerce; 
  • appoggiarsi agli e-commerce già esistenti, come Alibaba, JD, Tmall o Pinduoduo;
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Nel primo caso occorre assicurarsi che la propria attività ottenga l’autorizzazione alla “vendita online”. Nel secondo caso invece sarà possibile creare dei negozi virtuali interni ai siti e si dovrà stare attenti a rispettare la regolamentazione interna.

Social network

Secondo uno studio Statista, l’adulto medio cinese spende sui social network in media tre ore al giorno. I numeri si alzano notevolmente se si analizzano le fasce d’età più giovani: i Gen Z trascorrono in media sei ore al giorno davanti lo schermo del loro smartphone.

  • Wechat è sicuramente l’app che non si può trascurare nella propria strategia di marketing: avere un Official Account su Wechat è utile per veicolare contenuti, farsi conoscere dal pubblico cinese e costruire la brand awareness.
  • Sina Weibo è il più grande sito di micro-blogging cinese, simile a Twitter e molto utilizzato dai brand per aumentare la propria popolarità.
  • Douyin, Douyin, la versione cinese di TikTok, è un potente motore di e-commerce. Nel 2024 il suo volume lordo di merci (GMV) ha raggiunto circa 3,5 trilioni di yuan, con una crescita significativa anno su anno grazie alla combinazione di video brevi, live streaming e shopping integrato.
  • Xiaohongshu (Little Red Book) è il regno dei KOL, gli influencer cinesi: l’app di microblogging si è trasformata rapidamente da piattaforma in cui si condividevano semplici recensioni ad un vero e proprio e-commerce B2C popolato da travel blogger e content creator di ogni tipo.

In un mercato così florido e ricco di app e piattaforme e-commerce scegliere il giusto canale aiuta a raggiungere più facilmente il proprio target e permette di adattare la strategia al proprio audience.

Social media e KOL per vendere prodotti made in Italy in Cina

Live streaming commerce

Per vendere prodotti italiani in Cina tramite e-commerce o social network in Cina sono ormai diventate fondamentali da due anni a questa parte le live streaming commerce.

Ormai tutte le piattaforme in Cina integrano l’opzione di trasmissione live e il live streaming commerce è diventato uno dei segmenti più importanti dell’e-commerce nel Paese.

Nel 2024 il mercato del live commerce in Cina ha generato ricavi superiori a 350 miliardi di dollari, confermando la sua centralità nel percorso d’acquisto digitale, e si prevede una forte crescita nei prossimi anni (approfondimento).

Adattare la propria comunicazione al mercato cinese

Vendere prodotti italiani in Cina è un’opportunità unica per le aziende che desiderano espandere il proprio mercato. Con una strategia ben pianificata, il supporto di partner locali e l’utilizzo delle piattaforme digitali, le aziende possono raggiungere milioni di consumatori cinesi e posizionare il Made in Italy come simbolo di eccellenza.

Una delle sfide più ardue per conquistare i consumatori e vendere prodotti italiani in Cina è sicuramente quella di elaborare una strategia di comunicazione efficace

I consumatori cinesi sono sempre più esigenti e ciò che funziona bene per il mercato occidentale non sempre ha gli stessi risultati in Asia.

Un errore di comunicazione del brand può risultare fatale e mandare all’aria intere campagne, se non l’intero processo di export.

Per questo per raccontare il proprio prodotto al pubblico cinese è importante affidarsi a dei professionisti che conoscono a fondo la cultura e la sensibilità dei consumatori orientali.

Se desideri entrare nel mercato cinese per vendere prodotti italiani in Cina, Noziroh Hub può supportarti in ogni fase: dalla registrazione dei prodotti alla promozione su piattaforme come Tmall e Little Red Book. Contattaci per iniziare a vendere in Cina!

Autore: Maria Rita Mura

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