Importare dalla Cina è da molti considerata un'attività estremamente redditizia, grazie all'offerta di prodotti a basso costo dall'elevato potenziale di mark up. In effetti, la Cina negli anni si è sempre più affermata come una superpotenza commerciale e sono sempre di più gli imprenditori che guardano a oriente in cerca di fortuna.

Nel 2020 l'economia cinese è stata l'unica grande economia del mondo a far registrare una crescita del PIL del 2,3% a fronte di una contrazione dell'economia globale del 3,5% circa (Fondo Monetario Internazionale). Inoltre, secondo le statistiche Eurostat, dallo scorso anno la Cina è diventato il primo partner commerciale europeo, scalzando gli USA.

Tuttavia, importare beni da un paese così distante sia geograficamente sia culturalmente può rivelarsi un'impresa estremamente difficile, soprattutto per un principiante. Capita allora che i guadagni previsti vengano erosi dai lunghi tempi di transito, dalle spese di spedizione, dalle imposte e dai ritardi imprevisti.

In questa guida vogliamo darti tutti i consigli necessari per portare a termine con successo le tue importazioni dalla Cina.

L'ABC per diventare importatori ed importare dalla Cina

Diventa un importatore chiunque importi beni da un fornitore estero. Se importare prodotti di piccole dimensioni e dal valore contenuto con finalità di uso personale di solito non rappresenta un problema, importare beni con finalità commerciali è più complicato.

consigli importare dalla Cina

Innanzitutto, è necessario verificare, tanto per le aziende quanto per gli individui, di essere in possesso dei diritti di importazione. Per importare dalla Cina (ma in generale da paesi extra UE), in Europa bisogna essere registrati come operatori economici e disporre del codice Eori.

Occorre anche fare attenzione al genere dei prodotti che si desidera importare dalla Cina. Infatti, alcuni generi merceologici sono soggetti a regolamentazioni particolari e possono richiedere permessi speciali.

Infine, è bene tenere presente che, sebbene la maggior parte dei regolamenti per le importazioni riguardino soltanto le operazioni con finalità economiche, l’autorità doganale è l’unico ente che ha il diritto di decidere cosa possa essere considerato come destinato a un uso personale.

La scelta del prodotto da importare

Può sembrare inutile sottolineare l’importanza della scelta del prodotto da importare; tuttavia, ci sono alcune accortezze che è bene tenere presente quando si decide di importare dalla Cina per la prima volta.

Innanzitutto, è bene tenere a mente che il prodotto che decidiamo di importare dalla Cina e vendere nel nostro paese si legherà necessariamente al nostro nome e perciò è importante che sia qualcosa di cui possiamo andare orgogliosi, soprattutto se andremo ad apporci il nostro marchio.

Perciò una scelta saggia potrebbe essere quella di importare dalla Cina prodotti di cui si è appassionati, o comunque prodotti che si conoscono bene.

Altresì importante è verificare che il prodotto che si vuole importare abbia un suo mercato o una sua nicchia nel nostro paese; inoltre, è bene essere in grado di produrre una stima il più possibile accurata del costo finale del bene, così da assicurarsi il profitto sperato.

La classificazione dei beni e il calcolo preventivo dei costi di importazione

Quando si inizia ad importare dalla Cina, prima di effettuare l’ordine è molto importante raccogliere tutte le informazioni possibili riguardo al prodotto da acquistare, come letteratura descrittiva e informazioni sulla composizione del prodotto.

Ci torneranno utili anche informazioni sul tipo di imballaggio, peso della merce e quantità di blocchi. Se possibile, cercate di ottenere anche alcuni campioni che possono essere testati presso strutture esterne specializzate.

HS code: che cos'è?

Tutte le informazioni raccolte sono necessarie per determinare la classificazione tariffaria del prodotto attraverso l’HS CODE (Harmonized System).

Si tratta di un codice internazionale di dieci cifre che permette di identificare con precisione ogni tipo di merce e che consente di stabilire, insieme al certificato d’origine, quali dazi sono applicabili ai prodotti che abbiamo intenzione di importare dalla Cina.

importare dalla Cina guida

Calcolare le spese di trasporto per importare dalla Cina

È altresì importante eseguire il calcolo delle spese di trasporto in anticipo, per evitare che spese impreviste nel processo di spedizione o dilazioni nei tempi impattino negativamente sul prezzo finale.

È importante tenere in considerazione gli Incoterms utilizzati. Assicuratevi che il fornitore accetti di spedire secondo i termini DAP indicando il comune dove si trova il luogo di consegna (il vostro magazzino, il porto o l'aeroporto, altro).

Il calcolo dell’IVA

Per le importazioni provenienti dai paesi al di fuori dell’Unione Europea è necessario il pagamento dell’IVA, che in Italia è del 22% (tranne per pochi prodotti).

L’IVA si calcola sul valore dei beni importati, ovvero il prezzo pattuito tra fornitore e importatore, aumentato dei dazi doganali e delle spese di spedizione della merce fino al luogo di destinazione finale delle merci, come indicato dal documento di trasporto.

Verifica le limitazioni presenti nel tuo paese

Alcuni paesi non accettano che vengano introdotti determinati prodotti nel loro territorio. È bene verificare che i prodotti da importare dalla Cina siano ammessi nel paese di destinazione e che non siano richieste autorizzazioni speciali né siano soggetti ad altre restrizioni.

È molto importante che i prodotti che importiamo siano sicuri e conformi alla normativa europea. Un prodotto che violi tali norme una volta giunto in dogana potrebbe essere sequestrato e persino distrutto. Inoltre, chi importa prodotti non a norma potrebbe incorrere in procedimenti penali e pesanti sanzioni.

Chiedete di fornirvi la documentazione tecnica (test report) con cui potrete dimostrare l’idoneità del prodotto. Non dovete nemmeno trascurare la destinazione d’uso delle merci che importate. A seconda della destinazione d’uso uno stesso bene può essere soggetto a norme diverse, come per esempio la necessità o meno del marchio CE.  

Fornitori

Quando si decide di lavorare con fornitori cinesi e di importare dalla Cina, ci sono alcuni fattori culturali di cui bisogna necessariamente tenere conto. Ecco i principali.

Aspettatevi una barriera linguistica

Per comunicare con fornitori cinesi bisogna aspettarsi che la controparte non parli bene inglese. È comunque abbastanza probabile che l'abbia studiato a scuola e perciò che sia molto più brava a leggere di quanto non lo sia nella conversazione.

Durante gli incontri in presenza è meglio parlare in modo chiaro e lentamente ed è utile portare con sé un elenco dei punti più importanti, messi per iscritto. A volte può essere utile l’assistenza di un interprete.

acquistare dalla Cina all'ingrosso

Anche nei rapporti online e per e-mail la comunicazione potrebbe non essere semplice e bisogna essere pronti ad armarsi di pazienza e impiegare del tempo per essere sicuri di aver definito ogni singolo dettaglio in modo chiaro prima di importare dalla Cina.

Differenze culturali: confrontational e non-confrontational culture

Quando si vuole importare dalla Cina, le differenze culturali sono tanto importanti quanto quelle linguistiche.

La Cina insieme a molti altri paesi asiatici fa parte delle cosiddette non-confrontational culture, ovvero quelle culture che preferiscono evitare il confronto diretto, adottando un atteggiamento più diplomatico e ambiguo. Al contrario, la maggior parte dei paesi occidentali preferisce un confronto schietto e diretto.

I fornitori cinesi difficilmente interromperanno, correggeranno o ti faranno presente che non capiscono ciò che stai dicendo. Quello che a noi può sembrare un cenno di assenso per il nostro fornitore potrebbe essere soltanto un tentativo di mostrarsi educato nei nostri confronti.

La chiave in questi casi è porre domande in modo diretto e assicurarsi che non rimangano incomprensioni: chiedere, chiarire e ripetere ogni punto tante volte quante è necessario.

Il guanxi e l’importanza dei rapporti personali

Il guanxi è ormai un elemento della cultura cinese abbastanza noto anche in occidente e potrebbe darsi che ti sia già imbattuto in questo termine. Il termine guanxi (letteralmente rapporto, relazione) indica una rete di relazioni personali profonde che viene intessuta fin dal periodo scolastico.

Per i cinesi tale rete di relazioni è rilevante tanto nella vita privata quanto in quella lavorativa. Proprio in base a questo principio instaurare un rapporto personale con il proprio fornitore può contribuire a far sì che sia più incline ad accomodare le nostre richieste e ad aiutarci in caso di problemi, facilitandoci il lavoro.

Trovare grossisti cinesi sulle piattaforme online

Oggi, importare dalla Cina è molto più semplice, anche grazie a internet. Infatti, oggi esistono molte soluzioni per trovare grossisti e fornitori cinesi online.

Alibaba e Global Sources, per esempio, offrono directory di grossisti cinesi: veri e propri motori di ricerca in cui è possibile trovare decine di migliaia di fornitori, semplicemente cercando il prodotto che si desidera acquistare.

I risultati che ti verranno mostrati comprendono fasce di prezzo e quantità minima acquistabile; una volta individuati quelli che ti sembrano più interessanti puoi contattare direttamente il fornitore e intavolare una trattativa.

Attività fieristiche in Cina

La pandemia ha limitato di molto la possibilità di muoversi tra gli stati e in particolare verso la Cina. In condizioni normali di mobilità vale la pena decidere di visitare una delle tante attività fieristiche che si tengono nel paese dedicate alle attività di import export.

importare dalla Cina B2B

Eventi come le fiere di Canton e di Hong Kong sono ottime opportunità per incontrare direttamente i fornitori, toccare con mano i loro prodotti e stringere rapporti in modo più personale.

La ricerca di grossisti cinesi è un argomento davvero molto vasto, che offre svariate soluzioni e merita di essere trattato in un articolo dedicato.

Affidati ad esperti nel settore per importare dalla Cina.

Come abbiamo visto, oggi importare dalla Cina offre grandi opportunità, soprattutto a chi sa bene come districarsi tra dogane, spedizionieri, regolamentazioni e fornitori per non incappare in spiacevoli sorprese e assicurarsi il risultato economico sperato.

Strumenti come Noziroh Hub offrono un valido aiuto per l'importazione di prodotti dalla Cina in tutte le sue fasi. Con un unico riferimento è possibile gestire tutte le fasi di approvvigionamento, dalla ricerca del fornitore alla produzione, dalla certificazione allo stoccaggio della merce e la spedizione dalla Cina.

Il loro team di esperti segue i clienti anche nelle delicate fasi di importazione e sdoganamento della merce, comunicando in lingua italiana. L'azienda si trova in Italia ed ha una filiale in Cina da cui possono stoccare la merce proveniente dai fornitori, controllarla ed in seguito spedirla al cliente in una volta sola.

Autore: Fabio Amalfitano

La procedura per importare dalla Cina merce di vario genere può rivelarsi complessa se non si conoscono gli adempimenti e i documenti necessari. I requisiti da rispettare quando si acquista dalla Cina possono variare da categoria a categoria di prodotto ma ci sono alcuni documenti fondamentali comuni a tutte le tipologie di spedizione.

Gli adempimenti per importare dalla Cina

Le persone che acquistano beni da Paesi extracomunitari, compresi i privati ​​e i titolari di partita IVA, devono:

In caso di acquisto di beni da paesi extra UE (importazioni), l'acquirente deve adempiere ad una serie di obblighi, quali:

Come funziona la bolla doganale per importare dalla Cina

Le merci importate devono essere sdoganate, ovvero ispezionate dalla dogana prima di essere immesse nel territorio del paese per verificare la quantità della merce, se sono idonee a essere distribuite nel paese d’arrivo e il loro valore.

Se l'esito dell'ispezione è positivo, verrà emessa una bolla doganale per dimostrare che i dazi e l’IVA sono stati pagati. La base imponibile "di importazione" è data dalla somma del valore in dogana delle merci importate, che equivale al valore di transazione insieme alle spese accessorie prima dell’importazione.

L’aliquota dell'imposta sul valore aggiunto applicabile (meglio conosciuta come IVA) è l'aliquota fiscale corrente sulle merci nazionali.

Rispetto ai documenti per importare dalla Cina, la lista può variare in base al tipo di prodotto che si desidera acquistare; tuttavia, esistono almeno 4 documenti necessari da produrre per importare la merce in Italia.

Ecco una checklist della documentazione da ottenere per importare dalla Cina

Cosa è la Commercial Invoice

La Commercial Invoice è una fattura commerciale che contiene tutti i dati del produttore, dell'acquirente, delle merci e del valore economico delle merci importate. Si tratta di un documento fondamentale per importare dalla Cina.

La fattura deve essere dettagliata, perché l'incidenza dei dazi doganali e dell'IVA verranno calcolati in base al valore dichiarato ed il codice prodotto (HS code).

Fatture errate o poco chiare possono anche indurre le autorità a sospettare tentativi di frode, che possono quindi portare al blocco della merce e alle indagini della Polizia.

Importare dalla Cina - Disimballaggio della merce

Cosa è la Packing List per importare dalla Cina

La packing list è un documento obbligatorio nei paesi extra UE e contiene la lista degli imballi presenti in uno o più lotti di merce. Questo documento non fiscale deve riportare i dati identificativi dell'aspetto esteriore di ogni collo.

In altre parole, la packing list corrisponde alla bolla di accompagnamento, che contiene tutti i dati del carico: dal numero totale di articoli e colli al peso e volume totale del carico.

Ti ricordiamo che è molto importante fornire informazioni nel modo più chiaro possibile per evitare malintesi che possono ritardare i tempi di consegna per importare dalla Cina.

Cosa è la Polizza di Carico per importare dalla Cina

La polizza di carico è un titolo di credito che attesta la stipula del contratto di trasporto marittimo e concede il diritto di ottenere la consegna della merce. I dati della Polizza di Carico devono corrispondere esattamente ai dati della Commercial Invoice e della Packaging List (la bolla di accompagnamento).

Inoltre, i dati riportati nella Polizza di Carico e nella Commercial Invoice devono essere coerenti con i dati del Certificato di Origine, un certificato indispensabile fornito dalla China Chamber of International Commerce (CCOIC).

Quando l'importatore non è in possesso di tale polizza assicurativa, non può dimostrare di essere il proprietario della merce, né può completare le pratiche doganali.

Truffe sulla Polizza di Carico

Ci sono diverse truffe relative alla Polizza di Carico. Quando la merce viene presa in carico da uno spedizioniere cinese, può succedere che il documento allegato venga "perso" durante il processo di spedizione.

Pertanto, una volta arrivata la merce, lo spedizioniere contatterà l'importatore per chiedere di aumentare il costo del servizio di trasporto con aggiunte che vanno solitamente dagli 8.000 ai 20.000 euro.

Se l'acquirente si rifiuta di pagare, il mittente tratterrà la polizza di carico e altri documenti di trasporto, impedendo all’acquirente di espletare le procedure doganali e ricevere la merce; la merce resta quindi nel porto di destinazione, e se l'acquirente non la ritira in pochi giorni o non firma un contratto con lo spedizioniere locale per ritirare la merce per lui, dovrà pagare un affitto da 40 a 80 euro al giorno.

Cosa è il Certificato di Origine per importare dalla Cina

Il certificato di origine (noto anche come modulo A, C/O, COO o CoO) riporta il paese di origine in cui il prodotto viene prodotto o assemblato.

Dopo l'arrivo della merce al porto di carico, l'autorità doganale può richiedere un certificato di origine sia per verificare il paese di origine, che potrebbe comportare aliquote dei dazi all'importazione diverse, sia per confermare se il prodotto è stato etichettato correttamente.

Solitamente il certificato di origine viene rilasciato dal fornitore, è importante accertarsene prima di importare dalla Cina.

Importare dalla Cina - magazzino in loco free trade zone

Merci speciali dalla Cina e documenti aggiuntivi

A seconda del tipo di merce, potrebbero essere necessari documenti aggiuntivi per sdoganare le merci importate. Alcune categorie di merci speciali sono:

  1. L'imbottitura in piuma d'oca: l’imbottitura in piuma d’oca richiede sia un Certificato Sanitario emesso dal mittente cinese un Nulla Osta Sanitario per conto del destinatario. Il Nulla Osta può essere richiesto e ottenuto dal servizio di spedizione stesso.
  2. I prodotti in pelle: le merci devono essere accompagnate da una dichiarazione di Washington, che conferma che il prodotto non è soggetto alla CITES (Convenzione sulle specie minacciate di estinzione).
  3. Alcune apparecchiature elettroniche/elettriche (come antenne, autoradio, decoder, lettori multimediali, display, ecc.): in questi casi è richiesto il marchio CE, che indica la conformità ai requisiti di sicurezza delle direttive UE.

Importare dalla Cina richiede organizzazione e competenze per evitare spiacevoli sorprese nel preparare e presentare i documenti necessari per l’ingresso della merce acquistata.

Affidarsi a strutture in loco è fondamentale per verificare l'affidabilità di stabilimenti e fornitori, verificare se le certificazioni sono autentiche e se i prodotti possono essere legalmente venduti in Europa.

Realtà come Noziroh Hub sono la chiave per importare prodotti dalla Cina e gestire con successo il processo di produzione. Con un unico referente è possibile gestire tutte le fasi dell'approvvigionamento, dalla ricerca fornitori alla produzione, dalla certificazione allo stoccaggio merci e spedizione dalla Cina.

Il nostro team di esperti madrelingua italiani segue anche i clienti durante le delicate fasi dell'importazione delle merci e dello sdoganamento. L'azienda si trova in Italia e ha una filiale in Cina capace di immagazzinare le merci dai fornitori, ispezionarla e poi spedirla ai clienti.

Autore: Anna Pupi

La Cina sta lottando con una grave crisi energetica che ha lasciato milioni di case e aziende senza corrente elettrica per diverse ore della giornata. I blackout non sono così insoliti nel Paese, ma quest'anno una serie di fattori ha contribuito a far esplodere una situazione di difficoltà senza precedenti.

Il problema è particolarmente grave nei centri industriali nordorientali della Cina, che con l'avvicinarsi dell'inverno richiedono sempre più energia, ed è qualcosa che potrebbe avere implicazioni nel resto del mondo.

In passato il Paese ha lottato per bilanciare le forniture di elettricità con la domanda, il che ha spesso lasciato molte delle province cinesi a rischio di interruzioni di corrente. Solitamente il picco di richiesta energetica avviene durante i periodi in estate e in inverno, ma quest'anno la situazione è peggiore del previsto.

Mentre il mondo inizia a riaprire dopo la pandemia, la domanda di merci cinesi è in aumento e le fabbriche che le richiedono hanno bisogno di molta più energia. In questo articolo analizzeremo le cause, le conseguenze e le soluzioni a questa crisi energetica.

Le regole imposte da Pechino nel tentativo di rendere il paese carbon neutral entro il 2060 (fonte Ansa) hanno visto rallentare la produzione di carbone, anche se il paese fa ancora affidamento sul carbone per più della metà della sua potenza. E con l'aumento della domanda di elettricità, il prezzo del carbone è aumentato.

Ma con il governo che controlla rigorosamente i prezzi dell'elettricità, le centrali elettriche a carbone non sono disposte a funzionare in perdita, infatti molte riducono drasticamente la loro produzione aggravando questa crisi energetica.

Chi è stato colpito dalla crisi energetica cinese?

Abitazioni private, fabbriche e uffici sono stati colpiti da interruzioni di corrente poiché l'elettricità è stata razionata in diverse province e regioni. Ci sono stati blackout in quattro province: Guangdong nel sud e Heilongjiang, Jilin e Liaoning nel nord-est.

Le aziende nelle principali aree di produzione del paese sono state invitate a ridurre il consumo di energia durante i periodi di picco e di limitare il numero di giorni in cui operano. Le industrie ad alto consumo energetico come la produzione di acciaio, alluminio, cemento e produzione di fertilizzanti sono tra le attività più colpite dalle interruzioni.

I dati ufficiali hanno mostrato che nel settembre 2021 l'attività delle fabbriche cinesi si è ridotta al minimo dal febbraio 2020, quando i blocchi del coronavirus hanno paralizzato l'economia. Le preoccupazioni per la crisi energetica hanno contribuito a far sì che le banche di investimento tagliassero le previsioni per la crescita economica del Paese.

Goldman Sachs ha stimato che il 44% dell'attività industriale del paese è stata colpita dalla crisi energetica cinese. Ora si aspetta che la seconda economia più grande del mondo si espanda del 7,8% quest'anno, in calo rispetto alla precedente previsione dell'8,2% (fonte Il Sole 24 Ore).

A livello globale, le interruzioni potrebbero influenzare le catene di approvvigionamento, in particolare verso la stagione degli acquisti di fine anno. Da quando le economie hanno ripreso a correre, i rivenditori di tutto il mondo hanno già dovuto affrontare un'interruzione diffusa a causa di un'impennata della domanda di importazioni.

Crisi energetica cinese blackout settore alluminio interruzioni energia elettrica

Cosa sta facendo la Cina per risolvere il problema?

I blackout in molte delle province settentrionali della Cina hanno spento le luci stradali lo scorso fine settimana, causando ingorghi lunghi chilometri in diverse città (fonte The Standard). I residenti dei grattacieli sono stati costretti a prendere le scale in alcune città dove sono stati bloccati gli ascensori per risparmiare elettricità (fonte BBC).

L'amministrazione provinciale dell'energia nella provincia meridionale del Guangdong in Cina ha chiesto ai residenti di smettere di usare l'aria condizionata e di affidarsi alla luce naturale invece delle lampadine elettriche. Nel frattempo hanno aumentato del 25% i prezzi dell'energia alle utenze industriali nelle fasce orarie di punta (11-12 e 15-17).

La maggior parte delle aziende coinvolte, con lo scopo di limitare i costi di produzione, hanno deciso di posticipare gli orari di lavoro alla sera, in quanto il prezzo dell'energia è inferiore. Per ora questa strategia sembra contrastare questa crisi energetica e non si sono riscontrati significativi disservizi.

Solitamente le autorità cinesi risparmiano i consumatori domestici dai blackout, preferendo costringere gli utenti industriali a ridurre prima il loro consumo di energia. A tal scopo, fornitori di aziende come Apple e Tesla hanno annunciato la chiusura delle fabbriche per giorni con lo scopo di razionare l'elettricità (fonte Reuters).

La Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC) ha delineato una serie di misure per risolvere il questa crisi energetica, dando priorità a soddisfare la domanda nel nord-est del Paese, in vista della stagione invernale.

Le misure includono una stretta collaborazione con i produttori di energia per aumentare la produzione, garantire la disponibilità di carbone e promuovere il razionamento dell'elettricità con lo scopo di affrontare la crisi energetica e risolverla in tempi brevi.

Il China Electricity Council, che rappresenta le aziende produttrici di energia, ha affermato che le società elettriche a carbone stanno ora ampliando i loro canali di approvvigionamento per garantire sia il calore invernale che le forniture di elettricità per poter risolvere la crisi energetica prima dell'inverno.

La Cina ha drasticamente ridotto il consumo di carbone dal 2017, riducendo la percentuale utilizzata per generare elettricità da oltre l'80% al 51,8% nel 2019. L'energia rinnovabile, tra cui eolica e solare, ha compensato la maggior parte della differenza, tuttavia il Paese dipende ancora dai combustibili fossili.

Come si è arrivati a questa crisi energetica?

Le ragioni principali della mancanza di energia nel sud della Cina sono diverse da quelle del nord. Il sud sta esaurendo l'energia idroelettrica; il nord si trova in difficoltà per l'aumento dei prezzi del carbone.

Le province meridionali della Cina, come il polo manifatturiero del Guangdong, hanno subito carenze di energia da giugno, quando i funzionari locali hanno ordinato ai produttori di razionare l'energia, costringendo le fabbriche a tagliare la produzione (fonte Reuters). Questa soluzione era solo un preludio all'attuale crisi energetica.

Crisi energetica cinese blackout fabbriche Guangdong Shenzhen

Il Guangdong ottiene il 30% della sua elettricità dall'energia idroelettrica, ma un'estate più calda della media ha prosciugato i bacini idrici e fatto evaporare la fornitura di energia nello Yunnan. Allo stesso tempo, l'aumento dei volumi delle esportazioni ha causato un picco nella domanda di energia, portando ad una carenza di energia.

Le province settentrionali cinesi dipendono maggiormente dai combustibili rispetto a quelle meridionali. Il nord arido e gelido fa molto affidamento sulle centrali elettriche a carbone per generare elettricità. Le autorità hanno razionato l'energia alle industrie più "affamate", come l'estrazione di Bitcoin e la fusione dell'alluminio (fonte Global Times).

In Cina, la rigida regolamentazione dei suoi mercati energetici da parte del governo ha costretto i produttori di elettricità ad accettare i costi crescenti delle materie prime, come il carbone, senza scaricarli ai consumatori. Adesso per molti di questi produttori di energia, il costo è diventato troppo alto e questo ha reso la crisi energetica più grave.

Fino a due anni fa, il governo consentiva ai produttori di energia di aumentare le tariffe elettriche di appena il 10% per tenere conto di un improvviso aumento dei costi operativi. Ma, nell'ottobre 2019 la Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC), ha ordinato il congelamento degli aumenti dei tassi a tempo indeterminato.

Il mese scorso, 11 produttori di energia nel nord della Cina hanno presentato una petizione al governo per consentire agli operatori di aumentare i prezzi per i consumatori per risolvere la crisi energetica ed aumentare la produzione. Se i rincari non possono essere trasferiti agli utenti, hanno avvertito i produttori di energia, rischiano il fallimento.

Il mese scorso nel Guangdong le temperature hanno raggiunto i 33 gradi Celsius ed alle famiglie è stato chiesto di spegnere l'aria condizionata, il governo provinciale ha annunciato che avrebbe consentito ai produttori di energia di trasferire i costi sui consumatori. Questo ha limitato l'utilizzo di corrente elettrica e tamponato la crisi energetica.

Mentre la Cina continua verso la decarbonizzazione, far pagare di più ai consumatori per l'inquinamento aiuterà a stimolare questa transizione. La sfida per Pechino sarà ridurre al minimo l'interruzione costringendo la sua gente a finanziare il cambiamento ed evitare una nuova crisi energetica.

La Cina fatica a produrre elettricità?

No, c'è la capacità di generare elettricità. Dall'inizio dell'anno la produzione di elettricità è aumentata di circa il 10% grazie alla ripresa dell'economia dalla pandemia. Tuttavia, la Cina è il più grande importatore mondiale di carbone. I prezzi dei combustibili fossili sono aumentati negli ultimi mesi in risposta all'aumento della domanda.

Purtroppo però le scorte di carbone sono esaurite prima del previsto, ed i produttori sperano che Pechino elimini tutte le restrizioni ambientali che aumentano il costo della produzione di elettricità con i combustibili fossili o che i prezzi mondiali diminuiscano per lasciarsi alle spalle questa crisi energetica in modo definitivo.

La situazione è peggiorata per la Cina quando lo scorso anno l'Australia ha chiesto di avviare un'indagine internazionale sulle origini della pandemia di coronavirus. Pechino ha imposto un divieto non ufficiale alle importazioni dall'Australia, rendendolo dipendente dal carbone più costoso dei fornitori nazionali e da altri Paesi.

Crisi energetica Cina produzione corrente elettrica carbone

Tuttavia, trovare nuove fonti di importazione di carbone potrebbe non essere semplice. La Russia è già impegnata a fornire i suoi clienti in Europa, la produzione indonesiana è stata colpita da forti piogge e la vicina Mongolia sta affrontando una carenza di capacità di trasporto su strada.

Un quadro geopolitico delicato

Pechino sembra che non abbia intenzione di allentare gli standard ambientali dopo aver dichiarato di sentirsi responsabile sul cambiamento climatico ed in vista del COP26 di Glasgow previsto per novembre vuole dare un'immagine di leadership su questo tema.

Oltre a questo, Shijiazhuang e la provincia di Heilongjiang, entrambe nel nord della Cina, ospiteranno le Olimpiadi invernali dall'inizio di febbraio 2022, per le quali sarà richiesto il cielo limpido di fronte al pubblico di tutto il mondo (Beijing 2022). Questa situazione potrebbe ritardare l'uscita dalla crisi energetica.

Va ricordato che la Cina ha ospitato le Olimpiadi estive nel 2008 e, per garantire un cielo azzurro a favore di telecamere ed opinione pubblica mondiale, ha chiuso le fabbriche inquinanti entro un raggio di 250 km dalla città quattro mesi prima.

Il governo USA è in gran parte responsabile dei prezzi alla produzione e del costo dell'energia mondiale. Se desidera mettere sotto pressione la Cina, in questo momento ha la possibilità di farlo. Va considerato però che la Russia potrebbe voler sostenere Pechino e rompere con gli alti prezzi dell'energia imposti a livello globale.

La Russia può permetterselo ed una tale mossa potrebbe dare a Mosca una certa influenza su Pechino sul piano politico ed economico. Gli Stati Uniti devono stare attenti a non intervenire troppo tardi su questo tema, poiché più tardi lo fanno, maggiori sono le sollecitazioni su un'economia globale in ripresa ma in carenza di energia.

In passato, la Cina ha affrontato la carenza di energia con un sistema a rotazione. Venti anni fa, il paese ha subito un'altra crisi energetica quando la produzione è esplosa in un momento in cui la rete energetica nazionale non era sufficientemente sviluppata per soddisfare l'enorme domanda.

Sono stati mantenuti i servizi essenziali, poi introdotto un sistema di condivisione comunitaria dell'energia. Le fabbriche sono state suddivise in categorie ed è stato loro comunicato in anticipo (una questione cruciale quando si pianifica la produzione) quando l'energia sarebbe diminuita.

Alcune industrie sono state incoraggiate ad investire in generatori di riserva permanenti. Questa crisi energetica è perdurata per nove mesi, fino a quando la rete nazionale ha aumentato la produzione e quindi soddisfatto a pieno la domanda nazionale di corrente elettrica.

Cosa aspettarsi i prossimi mesi?

Il periodo più caldo dell'anno sotto l'aspetto produttivo si avvicina, infatti mancano poche settimane al Black Friday, Cyber Monday e soprattutto al Natale. Ci sarà quindi un picco della domanda di merci dalla Cina e la crisi energetica potrebbe peggiorare.

Chinese energy crisis China import supply

Per quanto riguarda il Natale e le forniture di giocattoli, le cose sono cambiate dai primi anni 2000, quando il Guangdong produceva il 95% della domanda globale di decorazioni natalizie. Infatti, la Cina ha scalato la "catena del valore" e nessuno dei più grandi produttori di giocattoli al mondo è cinese, anche se i prodotti vengono realizzati lì.

Tuttavia, negli ultimi anni (soprattutto nel mercato statunitense) a causa della guerra dei dazi voluta da Donald Trump alcuni anni fa, la produzione è stata spostata in altri Paesi, come il Vietnam.

Questa è diventata un'efficace estensione del modello di business China Plus One, che ha visto gli investitori stranieri dividere la loro produzione in due parti: la prima con sede in Cina per il mercato interno cinese e la seconda, con sede in località come Vietnam, India, Thailandia, Filippine o Bangladesh per servire il mercato occidentale.

Si tratta però di una soluzione che non sempre si è rivelata efficace, in quanto molti Paesi presentano formazione professionale, competenze, flessibilità e sviluppo tecnologico inferiori rispetto alla Cina. Va anche considerato il fatto che questa crisi energetica non sta colpendo solo Pechino e che quindi potrebbero presentarsi gli stessi problemi.

Appoggiarsi a strutture in loco è fondamentale per poter affrontare al meglio questa crisi energetica, seguire la produzione passo passo ed evitare spiacevoli imprevisti come ritardi, errori di conformità e documentazione incompleta.

Strumenti come Noziroh Hub sono la fondamentali per le importazioni di prodotti dalla Cina e la gestione dei processi produttivi con successo. Con un unico riferimento è possibile gestire l'intera catena di approvvigionamento, dalla ricerca del fornitore alla produzione, dalla certificazione allo stoccaggio della merce e la spedizione dalla Cina.

Il nostro team di esperti segue i clienti anche nelle delicate fasi di importazione e sdoganamento della merce, comunicando in lingua italiana. L'azienda si trova in Italia ed ha una filiale in Cina da cui è possibile stoccare la merce proveniente dai fornitori, controllarla ed in seguito spedirla al cliente in una volta sola.

Autore: Alessandro Ave

Quando si devono importare prodotti dalla Cina, con lo scopo di rivenderli, è necessario verificare se serve la marcatura CE per poterli commercializzare in Europa. Si tratta di uno step fondamentale per poter procedere con l'acquisto della merce e spesso viene sottovalutata la sua importanza.

Il CE è obbligatorio per tutti i dispositivi elettrici ed elettronici, deve essere eseguita dal fabbricante, da un suo mandatario o dall'importatore (se risiede in Europa). Colui che esegue la marcatura dichiara, tramite la dichiarazione di conformità, che il suo prodotto è conforme ai requisiti di sicurezza e salute previsti dalle relative normative.

Il marchio CE rappresenta al consumatore la sicurezza del prodotto, conforme alle direttive e norme Europee ed evita problemi con le autorità e le forze dell’ordine in caso di controllo. Al termine del processo di marcatura CE, è possibile rilasciare la dichiarazione di conformità.

È bene aggiungere che se la merce viene acquistata per uso personale, quindi il compratore risulta un privato, non c'è l'obbligo di alcuna certificazione sui prodotti di elettronica ed elettrici. Questo è permesso perché l'importatore risulterà, a suo rischio e pericolo, il consumatore finale.

Le direttive che impongono la marcatura CE su dispositivi elettronici

La fase più importante della marcatura CE è determinare quali direttive deve rispettare il prodotto. Ci sono diverse normative che si applicano ai prodotti elettronici e stabiliscono i requisiti richiesti per dimostrare la conformità. Se un prodotto supera tutti i test richiesti, significa che questo prodotto soddisfa i requisiti della direttiva.

La direttiva bassa tensione (LVD) prende in considerazione i prodotti alimentati dai 50V a 1.000V in corrente alternata (AC) e da 75V a 1.500V in corrente continua (DC). Da non confondere la bassa tensione con la bassissima tensione, ovvero quella al di sotto dei limiti appena citati. Puoi consultare l'intera direttiva cliccando qui.

Questa normativa esclude la necessità di intervento di un organismo notificato, cioè la necessità di richiedere certificati rilasciati appositamente da questi enti solo per aver chiesto loro una registrazione del prodotto. Inoltre, l’Europa ha tolto l'obbligo di notifica a tutti gli enti che prima erano riconosciuti ufficialmente.

La direttiva compatibilità elettromagnetica (EMC) indica la capacità di un dispositivo di funzionare in presenza o connesso ad altre apparecchiature, senza danneggiare i dispositivi collegati o causare disturbo durante il funzionamento. Puoi consultare l'intera direttiva cliccando qui.

Va considerato che le onde elettromagnetiche sono sempre ed ovunque. Il campo di applicazione di questa direttiva prevede la marcatura CE obbligatoria ed è limitato al livello di potenza delle onde elettromagnetiche generate dal dispositivo (va rispettata una determinata soglia), quindi non conta la sola loro presenza.

Importare dalla Cina prodotti elettronici elettrici con marcatura CE

La direttiva sulle apparecchiature radio riguarda tutte le apparecchiature radio e terminali di telecomunicazione destinate alla connessione alle reti di telecomunicazione, non è legata alla direttiva EMC. Puoi consultare l'intera direttiva cliccando qui.

La direttiva RoHS indica la presenza o l'assenza di sostanze inquinanti e nocive al di sotto delle soglie consentite dalla legge. Questi limiti sono contenuti in un elenco che fissa i limiti tollerati. La RoHS serve a contenere l’utilizzo di sostanze difficili da smaltire e potenzialmente nocive all’ambiente. Puoi consultare l'intera direttiva cliccando qui.

La direttiva sui rifiuti per apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) si applica a tutti i dispositivi elettronici, elettrici e serve a gestire lo smaltimento dei prodotti dalla discarica agli impianti di riciclaggio. I produttori ed importatori devono applicare sui prodotti il logo WEEE. Puoi consultare l'intera direttiva cliccando qui.

Oltre a questo, si deve indicare nel libretto di istruzioni o nel fascicolo tecnico, come smaltire correttamente l'apparecchiatura e fornire informazioni sulla sua commercializzazione. Anche i produttori extra UE devono partecipare alle attività di riciclaggio.

La direttiva sulla progettazione ecocompatibile si affianca alle direttive RoHS e RAEE con l'obbiettivo di evitare l’utilizzo di sostanze inquinanti la realizzazione futura di prodotti che non rappresentino un pericolo per l’ambiente. Oltre a questo, tale direttiva tiene in considerazione anche il consumo elettrico dei dispositivi.

Puoi consultare l'intera direttiva cliccando qui.

Le apparecchiature elettriche che vanno installate in dispositivi che devono rispettare altre direttive (ad esempio le macchine industriali o dispositivi medici) devono rispettare le direttive specifiche pertinenti e le norme ad esse armonizzate.

I prodotti elettrici, come i quadri installati negli edifici, sono invece soggetti solo alle direttive elencate in questo articolo. In ogni caso, qualsiasi prodotto alimentato ad energia elettrica, necessita obbligatoriamente di marcatura CE, a seguito dei relativi test effettuati dagli organi competenti.

A cosa serve la marcatura CE

La marcatura CE garantisce e informa il consumatore che su quel prodotto sono state eseguite determinate procedure, è stata effettuata un'analisi dei rischi e sono stati fatti dei test prima della sua immissione nel mercato. Tutto questo al fine di garantire la sicurezza per l'utilizzatore finale.

Il Marchio CE apposto su un prodotto o macchinario consente la libera circolazione dello stesso all'interno dell'unione europea. I prodotti che necessitano di marcatura CE sono riportati in un elenco suddiviso per famiglie di prodotti oppure per direttive applicabili. Puoi consultare l'elenco completo cliccando qui.

I certificati CE rilasciati da un ente notificato non sostituiscono la marcatura CE dei dispositivi elettrici ed elettronici. Va sempre richiesta alla fabbrica o fornitore la documentazione completa relativa al singolo dispositivo in questione, compresi i test effettuati sul prodotto ed i relativi report.

Importare dalla Cina marcatura CE simbolo logo proporzioni
Crediti immagine: requisiti di proporzione per la marcatura CE. Foto: Wikipedia

Un produttore extra UE non può eseguire la marcatura CE da solo, anche se i prodotti sono conformi alle leggi. Deve appoggiandosi sempre ad enti europei, i quali svolgeranno i test e certificheranno la conformità dei suoi dispositivi.

Più il prodotto può essere pericoloso per l'utente finale (es. i prodotti con batterie incorporate come auricolari bluetooth e power bank) tanto più meticolose dovranno essere le procedure per il CE. Questo inciderà sul prezzo di vendita dei prodotti, quindi è bene fare attenzione alla documentazione fornita dalla fabbrica o dal fornitore.

Come importare dalla Cina prodotti con marcatura CE

Importare dalla Cina richiede organizzazione e competenze per evitare sia di acquistare merce non conforme alle normative vigenti nel mercato europeo che spiacevoli sorprese in dogana.

Appoggiarsi a strutture in loco è fondamentale per poter verificare l'affidabilità di fabbriche e fornitori, controllare se le certificazioni sono autentiche e se i prodotti possono essere venduti legalmente in Europa.

Strumenti come Noziroh Hub sono la fondamentali per le importazioni di prodotti dalla Cina e la gestione dei processi produttivi con successo. Con un unico riferimento è possibile gestire tutte le fasi di approvvigionamento, dalla ricerca del fornitore alla produzione, dalla certificazione allo stoccaggio della merce e la spedizione dalla Cina.

Il loro team di esperti segue i clienti anche nelle delicate fasi di importazione e sdoganamento della merce, comunicando in lingua italiana. L'azienda si trova in Italia ed ha una filiale in Cina da cui possono stoccare la merce proveniente dai fornitori, controllarla ed in seguito spedirla al cliente in una volta sola.

Autore: Alessandro Ave

Importare merce proveniente da paesi al di fuori dell'Unione Europea (soprattutto da Cina) è una pratica diventata piuttosto comune. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incremento esponenziale delle importazioni grazie all'e-commerce ed i prezzi molto bassi offerti dai marketplace orientali (per esempio Aliexpress e Alibaba).

Per facilitare i processi di sdoganamento, le precedenti normative UE prevedevano un'esenzione di IVA e dazi sotto i 22 Euro di valore merce, senza che quasi nessuna spedizione venga trattenuta in dogana per un accertamento (prova di pagamento).

Spesso i venditori dichiaravano un valore merce più basso rispetto a quello reale (anche del 90%) pur di stare sotto la soglia dei 22 Euro e non far pagare imposte al cliente che deve importare l'articolo acquistato da un paese extra UE.

Questa pratica veniva utilizzata anche nelle spedizioni B2B, dove spesso l'importatore chiedeva al fornitore di indicare nella CI (Custom Invoice) un valore merce inferiore rispetto a quello reale.

Se la dogana chiedeva una prova di pagamento, era sufficiente un'autodichiarazione oppure un accordo scritto col fornitore che indicava il pagamento alla consegna (perché i cinesi si fanno pagare dopo aver spedito, come no!).

Le conseguenze di questo sistema sono ovvie: mancato incasso delle imposte da parte dello Stato, concorrenza sleale nei confronti dei venditori presenti nel vecchio continente.

L'Unione Europea, di fronte a quella che è diventata un'enorme falla (uso il temine falla perché lo è a tutti gli effetti) è corsa ai ripari con una nuova normativa ed un nuovo sistema di sdoganamento. Per importare da paesi extra UE sarà necessario fornire più informazioni relative all'acquisto.

Controlli più capillari in dogana per importazione dalla Cina

Dal 15 marzo 2021 è iniziata la prima fase del programma, aumentando considerevolmente i controlli delle importazioni provenienti dai paesi extra-comunitari. Le regole doganali sono diventate molto più stringenti.

Questo nuovo sistema si chiama ICS2 (Import Control System 2) e dovrebbe aumentare la sicurezza delle spedizioni verso l’Europa attraverso nuove procedure di controllo ed una condivisione delle informazioni tra gli Stati membri dell'Unione Europea.

Grazie all'ICS2, le dogane europee possono identificare con maggiore facilità le spedizioni ad alto rischio ed intervenire più rapidamente per rendere sicuro il transito delle merci, comprese quelle che si vogliono importare dalla Cina.

Importare dalla Cina dazi doganali da pagare sotti i 22 Euro

Entry Summary Declaration

Per evitare controlli doganali, la maggior parte delle importazioni contiene descrizioni della merce vaghe ed imprecise. Nelle spedizioni verso acquirenti retail è piuttosto comune trovare nella descrizione della merce termini come “gift”, “spare parts” e “sample”, inserendo un valore di pochi Euro (invece del reale prezzo di acquisto).

A partire dal 15 marzo, tutto questo non è più possibile. Infatti, con il nuovo sistema ICS2, gli spedizionieri sono costretti a descrivere in modo accurato la merce all'interno dei colli utilizzando la Entry Summary Declaration ed il codice univoco HS che identifica (a livello globale) ogni tipologia di merce.

In questa prima fase, saranno interessati i corrieri e gli operatori postali europei, ma anche gli operatori postali di paesi terzi che spediscono in Europa. Si potrà continuare ad importare dalla Cina senza interruzioni o disservizi.

Dal primo marzo 2023, questo nuovo sistema si applicherà anche a tutti gli altri operatori postali, ai vettori aerei ed espressi e agli spedizionieri internazionali. Il primo marzo 2024 toccherà alle spedizioni via mare e fiumi, tramite ferrovia e strade.

Addio soglia dei 22 Euro

Dal primo luglio 2021 non ci sono più soglie "tax free". Si deve pagare IVA e dazi su qualsiasi importazione dalla Cina e dai paesi extra UE, anche su spedizioni con valore inferiore di 22 Euro.

L'unica esenzione prevista sarà per spedizioni sotto i 150 Euro di valore dichiarato, in questi casi si deve pagare solo l'IVA. I costi di sdoganamento probabilmente resteranno presenti, non è ancora chiaro se subiranno aumenti di prezzo da parte degli spedizionieri.

Quest'ultimo cambiamento era previsto per gennaio 2021. Tuttavia, per dare tempo agli Stati membri di adeguarsi alle nuove disposizioni, c'è stata una proroga di sei mesi. Ecco perché la nuova normativa è entrata in vigore dal 1 luglio 2021.

Con queste novità, importare merce da Paesi extra europei è meno conveniente solo per il B2C. Probabilmente i marketplace orientali si adegueranno includendo gli oneri doganali nel prezzo di acquisto (come ha fatto eBay per USA, Canada e Australia). Le condizioni per importare dalla Cina in B2B restano sempre le stesse.

In questo modo diventa difficile aggirare la norma ed i "furbetti" sono costretti a mettersi l'anima in pace e pagare quanto realmente dovuto. Importare dalla Cina (B2C) alla lunga potrebbe diventare meno conveniente e più scomodo.

Import dalla Cina cosa cambia dal 2021

Le importazioni B2B (forniture legali) non subiranno ripercussioni. Questo nuovo sistema potrebbe essere un'arma in più per contrastare sia l'evasione di imposte che il commercio illegale di prodotti contraffatti e pericolosi.

Per maggiori informazioni sui cambiamenti, è possibile consultare la fonte dell'articolo sul sito ufficiale dell'Unione Europea.

Importare dalla Cina, come evitare sorprese in dogana

Importare dalla Cina in questo periodo richiede sempre più organizzazione per poter contenere i costi ed i tempi di consegna. Appoggiarsi a strutture in loco è fondamentale per poter superare tutti gli imprevisti e le criticità che questo ultimo periodo ci ha riservato.

Strumenti come Noziroh Hub sono la chiave di volta per le importazioni di prodotti dalla Cina e la gestione dei processi produttivi con successo. Con un unico riferimento è possibile gestire tutte le fasi di approvvigionamento, dalla ricerca del fornitore alla produzione, dallo stoccaggio della merce alla spedizione dalla Cina.

Il loro team di esperti segue i clienti anche nelle delicate fasi di importazione e sdoganamento della merce, comunicando in lingua italiana. L'azienda si trova in Italia ed ha una filiale in Cina da cui possono stoccare la merce proveniente dai fornitori, controllarla ed in seguito spedirla al cliente in una volta sola.

Autore: Alessandro Ave

Visit our FacebookVisit our InstagramVisit our LinkedIn
Noziroh - Partita IVA IT04266980277
Via G. Leopardi 13, Torre di Mosto 30020 VE - Italia
Venezia
Siviglia
Shanghai
Guangzhou
Contattaci
Powered by KGM - © 2024 Noziroh - Tutti i diritti riservati
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram

UTILIZZO DEI COOKIE PER LA MIGLIORE ESPERIENZA POSSIBILE SUL SITO NOZIROH HUB

Su questo sito web utilizziamo strumenti proprietari o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. Per maggiori informazioni, puoi consultare la pagina utilizzo di cookie.