La Cina è da sempre un mercato abituato al consumo di bevande alcoliche. Sebbene il vino in Cina non sia consumato in grande quantità, a differenza delle tradizionali bevande alcoliche come il liquore bianco Baijiu, è entrato nelle case cinesi da diversi anni ormai.

La storia del vino in Cina

Come riportato anche da Value China, negli anni ’80, quindi dall’apertura di mercato della Cina, il vino è arrivato nelle tv cinesi. Il vino più pubblicizzato era proprio il vino rosso francese, mentre il vino bianco, e più precisamente lo Champagne, era ed è utilizzato maggiormente per le feste.

Nell’immaginario collettivo ancora oggi il vino è percepito come rosso ed il maggior importatore di vino ad oggi è proprio la Francia. Le bollicine, quali Champagne e recentemente Prosecco, stanno registrando una crescita nei consumi, trainata dalla Generazione Z e dai Millenials.

La Cina non è ancora tra i primi consumatori al mondo di vino ma, data la sua vasta popolazione e la rapida occidentalizzazione dei consumi, si posiziona al 5° posto a livello mondiale per consumo di vino.

La domanda di vino in Cina è concentrata nella città di tipo 1 e 2, ovvero quelle più ad alto reddito come Hong Kong, Pechino, Shanghai. In queste città sono maggiormente presenti anche Millennials e consumatori della Generazione Z che hanno studiato o viaggiato all’estero e quindi conoscono la cultura del vino.

Nonostante il forte rallentamento subito dalle importazioni di vino in Cina durante il 2020 e il 2021, tra il 2010 e il 2019 il mercato del vino in Cina ha registrato un CAGR del 14%. Le importazioni di vino imbottigliato nel 2021 hanno registrato sì una flessione del -7,4%, ma quello sfuso ha avuto un aumento del +17,3% in valore e +16,7% in volume.

Trend ancora migliore è stato registrato dalle importazioni di spumante, anche grazie al riconoscimento di tutela del marchio ottenuto dal Prosecco.

Lo spumante importato, secondo Wine Meridian, è cresciuto nel 2021 del +58% in valore. In volume la crescita è stata più contenuta e si è attestata a +13,5%. Questo è un valore incoraggiante, in quanto si traduce in una crescita di consumo di vino ad un prezzo più elevato.

Quote di mercato del vino in Cina

Il mercato fino al 2020 era dominato dall’importazione di vino australiano. Da sola l’Australia, fino a marzo del 2021, deteneva il 40% delle quote di importazione di vino in Cina. A seguito di un dazio pari al 218% imposto dalla Cina sui vini importati dall’Australia, quest’ultima ha subito un calo drastico del -90%, raggiungendo ad oggi una quota di mercato di poco superiore al 3%.

I vini australiani hanno quindi lasciato un “vuoto” di offerta sul mercato cinese: come è stato colmato?

Vendere vino in Cina export made in Italy

I vini francesi hanno aumentato le loro quote di mercato di cui solo lo spumante domina nel settore con una quota del 73%. La crescita dei vini francesi è stata rilevante sia in volume +14% ma soprattutto in valore +48%. Il vino francese più richiesto in Cina è il Bordeaux, il quale rappresenta il 67% dei vini francesi esportati in Cina.

Il Cile è la “new entry” tra i primi 3 importatori di vino in Cina. La quota di mercato del Cile in Cina nel 2021 è stata del 19,6%. Il vino cileno è da sempre associato in Cina al vino sfuso e alla fascia medio-bassa di qualità.

Mentre le importazioni di vino cileno hanno registrato una crescita molto simile in termine di volume e di valore, pari a circa il 45% su base annua, il vino sfuso è aumentato ancora di più: +102% in termine di valore.

L’Italia si classifica al terzo posto tra gli importatori di vino in Cina. La crescita c’è stata anche per i vini italiani che hanno sfruttato il gap creato dall’Australia. Tuttavia, i risultati ottenuti dai vini italiani sul mercato cinese sono stati meno importanti dei primi due Stati citati. La quota di mercato in Cina è comunque in aumento, raggiungendo il 9,8%.

Il dato rilevante per il vino italiano in Cina è l’aumento del prezzo medio per litro: +14,67%, attestandosi a 5,14 dollari, anche se ancora molto lontano dai prezzi al litro di quelli francesi.

I vini frizzanti sono quelli che in generale performano meglio. Nello specifico il Prosecco italiano viene sempre più frequentemente associato a cerimonie e festeggiamenti, come lo Champagne.

I maggiori amanti di questo prodotto sono i consumatori al di sotto dei 35 anni e soprattutto le donne. Il pubblico femminile, infatti, è in forte crescita per consumo di vino italiano.

Le donne stanno godendo di una forte emancipazione e sempre più spesso assumono cariche rilevanti nelle aziende cinesi portandole anche a viaggi d’affari.

Crescita della produzione locale di vino in Cina

La Cina si classifica ad oggi come 5° Paese produttore di vino e il 1° al mondo per produzione di uva, secondo l’IWSR.

Dal 2021 il crescente interesse dei consumatori cinesi per i vini di produzione nazionale ha portato un conseguente aumento delle vendite, riscontrato in particolar modo da diverse aziende vinicole di Ningxia, tra cui Silver Heights, Xige Winery e Château Leirenshou.

Infatti, la regione sulla quale il governo sta concentrando maggiori risorse per la coltivazioni di vigneti è situata nella Cina settentrionale: la regione di Ningxia. Questa regione si presta particolarmente alla coltivazione della vite per il suo microclima.

Vigneto produzione vino in Cina

La qualità di vino prodotta in questa regione è molto alta e dopo la crescita esponenziale registrata sul territorio cinese durante la pandemia, stanno iniziando a promuovere le bottiglie provenienti da Ningxia in Italia ed in altri Paesi considerati storici produttori di vino.

Non è da sottovalutare l’aumento dei terreni destinati alla viticoltura in Cina e alla loro diffusione. In particolare, questa crescita rispecchia la strategia e la direzione promessa dal governo cinese nel Piano quinquennale.

Tuttavia, anche se i numeri sono assolutamente positivi, il vino cinese non è ancora in grado di sostituire i vini importati. La Cina è un grande paese vinicolo, molte cantine hanno attrezzature all’avanguardia ed una esperienza di più di 10 anni.

Si ipotizza che ci vorranno almeno 10 anni prima che il vino in Cina possa competere con quelli di importazione, però è bene riportare qualche dato per rendere l'idea della crescita del settore vitivinicolo nel Paese del dragone.

Legacy Peak, un'azienda vinicola a conduzione familiare situata nella regione dello Ningxia, ha riferito che dallo scorso dicembre a questo gennaio le vendite sono cresciute del 118% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (fonte Federvini).

Xige Estate, la più grande azienda vinicola di Ningxia, avrebbe raggiunto 32 milioni di dollari di vendite di vino nel 2021, il doppio rispetto all'anno precedente. Questa cantina nel 2021 è riuscita a vendere con successo tutte le 1,2 milioni di bottiglie del 2017, la sua annata inaugurale (fonte Federvini).

Come il Guochao influenza il consumo di vino in Cina

La Cina sebbene sia un mercato maturo per le bevande alcoliche in generale, non lo è ancora per il vino. Il vino è una bevanda abbastanza recente ma che sta riscontrando particolare successo nei consumatori più giovani, grazie anche ai social media ed ai KOL specializzati in vino in Cina.

I giovani consumatori cinesi tendono sempre di più a bere moderatamente e stanno portando ad una crescita del consumo di vino nazionale a basso contenuto alcolico, a scapito di altre bevande tradizionali, ad esempio il baijiu o huangjiu.

Un'altra tendenza che contribuisce alla crescita del vino cinese è il cosiddetto Guochao, tradotto in occidentale come "China chic". Questo fenomeno porta le giovani generazioni di consumatori ad acquistare prodotti nazionali che rappresentano tradizioni e cultura cinese.

La crescita economica della Cina ha notevolmente favorito lo sviluppo dell'industria dei consumi della nazione e la "fiducia culturale in se stessa". I prodotti nazionali stanno guadagnando più apprezzamento e riconoscimento da parte dei consumatori cinesi, causando la rapida crescita dei marchi locali.

Vino in Cina generazione Z millenials

Baidu e l'Istituto di ricerca di People.cn hanno realizzato un rapporto riguardo l'acquisto di prodotti nazionali ed è emerso che i principali consumatori sono i millennials e la Gen-Z, in pratica i ventenni, trentenni e quarantenni (fonte Federvini).

Mentre le vecchie generazioni sono più legate ai marchi occidentali, i giovani sono cresciuti assistendo al boom economico della Cina, avendo così maggiore consapevolezza della propria identità nazionale e nella cultura tradizionale.

Come vendere vino in Cina con Noziroh Hub?

Per attrarre i giovani gruppi di consumatori, le cantine cinesi stanno aggiustando le loro strategie di marketing e comunicazione, coinvolgendo personaggi dello spettacolo ed attori per promuovere il vino in Cina tramite eventi dedicati, live sui social, campagne martellanti con contenuti legati alla tradizione.

Ad oggi, il vino in Cina maggiormente consumato è di importazione, e si ritiene che la situazione rimarrà tale per diversi anni ancora. Infatti, il vino italiano è ancora uno dei principali richiesti ed apprezzati nel Paese del dragone.

L'importante è saper promuovere correttamente il proprio brand in Cina ed evitare in modo assoluto di mostrare nelle campagne di marketing e nei social network immagini stereotipate del popolo cinese.

Noziroh Hub può aiutarti a vendere vino in Cina senza pensieri. Questo strumento all-in-one per import-export offre una vasta gamma di servizi, tra cui gestione campagne marketing, gestione KOL e profili social cinesi, supporto commerciale, e-commerce, vendita all'ingrosso, partecipazione a fiere ed eventi.

Gratis una consulenza per vendere vino in Cina cliccando qui.

Autore: Ambra Quadri

Noziroh Hub supporta le aziende che vogliono vendere prodotti alimentari in Cina. Per questo, e per offrire una gamma di servizi più ampia, abbiamo stretto una partnership con Food2China, la piattaforma che mette in contatto migliaia di distributori cinesi con produttori esteri attivi nel settore agroalimentare.

Prima di iniziare a descrivere la piattaforma preferiamo esporre una breve introduzione sul mercato cinese e spiegare come funzionano le attività di importazione ed il relativo commercio di prodotti alimentari provenienti dall'Italia.

I prodotti made in Italy sono sempre più presenti e richiesti in Cina, basti considerare che il volume d’affari è passato da 17 miliardi di dollari nel 2012 a più di 30 miliardi di dollari nel 2021, il 36.3% in più rispetto al 2020 (fonte Tribuna Economica).

Vendere prodotti alimentari in Cina è un'ottima opportunità per le aziende italiane. Ci sono diversi fattori che portano la Cina ad essere un importatore di prodotti agroalimentari e dipende dalle forniture estere per diversi tipi di prodotti, non essendo in grado di soddisfare la crescente domanda interna.

La Cina ha il 22% della popolazione mondiale ma soltanto il 7% delle terre coltivabili. Oltre a questo, la rapida crescita industriale degli ultimi decenni ha portato in diverse aree del Paese problemi di inquinamento talmente gravi da rendere impossibili le coltivazioni agricole.

Vendere prodotti alimentari in Cina, è il momento giusto?

Se un'azienda italiana volesse cimentarsi nel vendere prodotti alimentari in Cina, si troverebbe in una situazione molto favorevole, spinta da una serie di trend positivi che stanno portando i prodotti italiani ad essere sempre più presenti nelle tavole dei consumatori cinesi.

La commercializzazione di prodotti all'estero è sempre un'incognita, non sapendo mai quali risultati si otterranno nel promuovere i prodotti in un altro Paese. Riguardo il settore agroalimentare, è bene guardare i risultati positivi raggiunti dalle imprese italiane negli ultimi anni.

Le vendita di prodotti agroalimentari italiani in Cina è cresciuto del 46% nel 2021 rispetto al 2019. Tuttavia, la quota di mercato dei prodotti nostrani rappresenta appena il 2% sul valore delle importazioni agroalimentari totali del Paese del dragone.

L'export dei prodotti italiani in generale è ritornato ai livelli pre-pandemia già dallo scorso anno. In particolare, nei primi nove mesi del 2021 le esportazioni di prodotti alimentari in Cina hanno registrato un aumento del 39% rispetto allo stesso periodo del 2020 (fonte Coldiretti).

I prodotti alimentari italiani più venduti in Cina sono il vino, l'olio d'oliva, la pasta, i formaggi e prodotti caseari. Se l'azienda produce questo tipo di prodotti, questo è sicuramente il momento giusto per vendere prodotti alimentari in Cina.

Vendere prodotti alimentari in Cina con Food2China export made in Italy
Crediti immagine: Home page del sito Food2China. Fonte: sito web Food2China

Cos'è Food2China e come funziona

Dopo le precedenti considerazioni, sorge spontanea una domanda: Come si possono vendere prodotti alimentari in Cina? La soluzione più semplice è utilizzare Food2China, un marketplace B2B per aziende nato appositamente per questo scopo.

Tramite questa piattaforma è possibile vendere all'ingrosso e promuovere prodotti del settore agroalimentare rivolgendosi a potenziali compratori cinesi, attivi nella grande distribuzione locale. Il funzionamento di Food2China è simile a quello di Alibaba, ma si differenzia per alcuni fattori.

Food2China è un marketplace fondato nel 2014 e di proprietà della Guangzhou Food2China Network Technology Co. Ltd. Viene gestito in sinergia con la IFA (Imported Food Association) di Guangdong, la quale offre ai fornitori iscritti a Food2China la possibilità di partecipare a fiere ed altri eventi offline.

La piattaforma conta più di 100.000 acquirenti B2B cinesi (importatori, e-commerce, distributori, rivenditori, agenzie catering e molti altri. ecc) e più di 5.000 fornitori provenienti da tutto il mondo iscritti per vendere prodotti alimentari in Cina.

All'interno di Food2China è possibile creare una vetrina online personalizzata, caricare le schede prodotto degli articoli, inserire specifiche tecniche, ingredienti, modalità di acquisto, quantità e prezzo di vendita all'ingrosso secondo un range di quantità e condizioni da impostare a discrezione del venditore.

Food2China non è solo un marketplace

Vendere prodotti alimentari in Cina tramite Food2China comporta diversi vantaggi. Il primo è che in pochi passaggi si possono presentare i propri prodotti al mercato cinese tramite un'interfaccia per la creazione di inserzioni, quindi non è necessaria alcuna esperienza nel mondo della programmazione web.

Un altro vantaggio è la possibilità di partecipare a condizioni agevolate con uno spazio espositivo alle principali fiere del settore agroalimentare di tutta la Cina, come per esempio la Food2China Expo di Guangzhou, la SIAL di Shanghai e la ANUFOOD di Shenzhen.

Oltre a questo, Food2China organizza incontri a tema ed invita sia i produttori che gli acquirenti B2B iscritti alla piattaforma a partecipare. In questo modo i venditori possono confrontarsi con gli acquirenti in modo più informale, offrendo degustazione prodotti ed esponendo il loro catalogo.

Questa piattaforma è in grado di offrire diverse opportunità di business. Grazie alla loro fitta rete di distributori sarà possibile posizionare i propri prodotti agroalimentari, italiani e di ottima qualità, sugli scaffali dei supermercati, nei ristoranti di fascia alta, o direttamente nelle case delle famiglie cinesi.

Vendere prodotti alimentari in Cina sarà molto più semplice grazie al supporto di Food2China, ma come viene gestita la parte operativa? Come gestire le richieste degli acquirenti? Le certificazioni dei prodotti? Come spedire la merce in Cina? Con chi posso comunicare in italiano? La risposta è Noziroh Hub!

Vendere prodotti agroalimentare in Cina Food2China made in Italy export Negroni
Crediti immagine: Vetrina del brand Negroni sul sito Food2China. Fonte: sito web Food2China

Come sfruttare al meglio Food2China?

Food2China è un'ottima piattaforma per vendere prodotti alimentari in Cina. Tuttavia, come tutti i marketplace, il post vendita va gestito direttamente dal venditore, il quale dovrà comunicare con acquirenti cinesi ed è facile si creino malintesi in queste situazioni.

Va poi considerata la negoziazione degli accordi commerciali, con relativa gestione dei pagamenti delle commesse. Poi è necessario certificare i prodotti per renderli idonei al commercio in Cina. E non è finita qui, c'è la spedizione da organizzare per ritirare la merce dall'Italia e consegnarla all'acquirente cinese.

Per vendere prodotti alimentari in Cina, e poter gestire tutte queste fasi, è fondamentale appoggiarsi ad aziende che siano in grado di poter offrire un adeguato supporto in loco e che soprattutto siano in grado di comunicare con entrambe le parti, sia in italiano che in cinese.

Gli strumenti offerti da Noziroh Hub soddisfano tutte queste esigenze, l'unico all-in-one per poter vendere prodotti alimentari in Cina e promuovere il proprio brand nel Paese del dragone. L'azienda verrà seguita da un team specializzato, comunicando in italiano, e supportata dalla nostra struttura in loco.

Con Noziroh Hub è possibile gestire tutte le fasi di commercializzazione contando su un unico riferimento: analisi di mercato, gestione degli store nelle principali piattaforme e-commerce cinesi, stoccaggio della merce, evasione ordini, gestione dei profili social cinesi, confezionamento e private label.

Autore: Alessandro Ave

Nonostante il commercio internazionale sia ostacolato dalle conseguenze della pandemia, le aziende europee continuano ad esportare in Cina.

Infatti, l'esportazione di merce Europea nel paese del dragone ha registrato una crescita rispetto agli anni precedenti, tanto da far diventare questo Paese il maggior partner per le importazioni dall'Europa (del 22.4% secondo fonte Eurostat).

Tra le merci preferite dai consumatori cinesi, troviamo cibo e bevande, prodotti chimici, macchinari e veicoli, materie prime, energia e altri prodotti manifatturieri.

La Cina rappresenta quindi un'importante opportunità anche per l'export italiano, che nel 2020 ha raggiunto un valore complessivo di circa 6 miliardi di euro (MadeforExport).

Tuttavia esportare in Cina risulta complesso per chi si approccia a questo mercato per la prima volta. Infatti è importante conoscere i relativi rischi, per evitare errori ed incorrere in sanzioni. Questa guida ti spiegherà come esportare in Cina step by step e quali sono le fasi a cui prestare particolare attenzione.

Step 1: Ricerche di mercato e della propria nicchia per esportare in Cina

La cultura e lo stile di vita cinesi sono molto differenti da quelli occidentali e allo stesso modo occorre tenere in considerazione che il mercato cinese presenta delle peculiarità e delle logiche proprie: ciò che potrebbe funzionare in altri mercati non necessariamente potrebbe avere successo in Cina.

Eurostat statistiche export in Cina 2010 2020 grafici dati esportare in Cina

Allo stesso modo, alcuni prodotti di minore successo in altre aree geografiche, potrebbero rivelarsi decisivi su questo mercato. Quando si decide di esportare in Cina, bisogna inoltre tener conto della vastità di questo mercato e della relativa complessità e differenziazione anche di regione in regione.

Prima di iniziare con le pratiche di export, è dunque fondamentale effettuare ricerche di mercato per verificare le potenzialità dei propri prodotti, analizzare la concorrenza locale e straniera e adattare la strategia di marketing alla luce dei dati raccolti.

È utile anche capire quali sono gli elementi di differenziazione dei propri prodotti dagli altri già presenti sul mercato e individuare la propria nicchia: in un Paese di 1,3 miliardi di abitanti anche una nicchia può di fatto essere composta da un gran numero di acquirenti.

Nel processo di adattamento della propria strategia al mercato cinese, occorre anche tenere conto di come tradurre il nome del proprio brand nella lingua locale: alcuni nomi stranieri possono essere difficili da pronunciare per il consumatore medio.

Occorre dunque trovare una combinazione di caratteri cinesi che richiami al nome originale (in termini onomatopeici o di significato) e allo stesso tempo evochi nel cliente accezioni positive.

È opportuno in questa scelta farsi aiutare da un consulente madrelingua che sia in grado di individuare eventuali connotazioni negative o positive, richiami culturali e doppi sensi.

Step 2: Comprendere il sistema di tassazione per esportare in Cina

Il sistema di tassazione per esportare in Cina, sottopone l'esportatore al pagamento di 3 tasse fondamentali:

Dazi doganali

I dazi doganali sono calcolati sulla base di aliquote differenziate che variano in base alla tipologia e all'origine del bene esportato.

Esistono cinque classificazioni:

L'Italia beneficia inoltre delle riduzioni riservate ai Paesi facenti parte della WTO. Ulteriori riduzioni si applicano ad un numero limitato di prodotti quali mais, riso, farina, zucchero, lana, cotone e fertilizzanti.

Esportare in Cina guida step by step spedizioni dogana cinese

Sarà l'ufficio doganale presso il quale si presenta la dichiarazione di esportazione a determinare l'aliquota da applicare.

VAT (o IVA)

Anche in questo caso le aliquote variano in base al prodotto. Solitamente è pari al 17% del valore della merce sommato al dazio doganale.

Imposta sul consumo

Questa è applicata solo sui prodotti ritenuti non necessari.

Fa riferimento sia al valore che alle quantità e varia a seconda del prodotto, in un range che va dall'1% al 40%. Tra i prodotti a cui si applica troviamo cosmetici, gioielli, alcol, tabacco, motocicli, petrolio, pneumatici, yachts e orologi di lusso.

Sono previste esenzioni e trattamenti agevolati per alcuni tipi di commercio. Ad esempio, sono soggetti a trattamento fiscale agevolato le importazioni legate al cross-border e-commerce B2C per transazioni con valore massimo di 2.000 RMB e con un massimale di 26.000 RMB all'anno per singolo acquirente (InfoMercati esteri).

Per merce depositata in magazzini doganali, area sotto sorveglianza doganale e depositi doganali è prevista invece la sospensione del pagamento dei diritti di importazione fino al momento dell'introduzione delle merci sul mercato.

Infine, nel 2013 sono state introdotte le Free Trade Zones, che permettono di introdurre beni sul territorio cinese in sospensione di imposta.

Step 3: Certificare i prodotti da esportare in Cina

Prima di esportare in Cina la merce, occorre anche verificare se per la propria categoria di prodotto sia necessaria una certificazione. Esistono due tipi di certificazioni, entrambe gestite dalla CNCA (Certification and Accreditation Administration of the People’s Republic of China).

Certificazioni volontarie

Le certificazioni volontarie sono certificazioni non obbligatorie ai fini dell'autorizzazione alla vendita. L'esportatore può decidere ugualmente di certificare i propri prodotti per accertarne la qualità e la sicurezza e di utilizzare tali certificazioni a fini commerciali.

Certificazione obbligatoria (CCC - China Compulsory Certification)

La certificazione obbligatoria (CCC - China Compulsory Certification) è valida sia per prodotti nazionali che importati e attesta la sicurezza del prodotto.

Si applica a 23 tipologie di merci tra cui materiale elettrico, apparecchi per illuminazione, apparecchiature mediche, elettrodomestici, telefonia, pneumatici, ecc ed ha validità di 3 anni.

Senza tale certificazione e senza che venga apposto il logo CCC sui prodotti, questi ultimi non possono essere commercializzati e quindi non è possibile esportare in Cina.

Certificazione cinese CCC - China Compulsory Certiffication esportare in Cina

I prodotti importati prima della scadenza del certificato CCC possono ancora essere commercializzati sul territorio cinese per un certo periodo di tempo, ma occorre prestare attenzione al fatto che molti centri commerciali e le stesse piattaforme di vendita online richiedono che il certificato sia in corso di validità per vendere i prodotti: è dunque consigliabile mantenere sempre attivo il certificato.

È possibile esportare in Cina temporaneamente e senza la necessità di certificazione merci per la partecipazione a fiere e mostre, campioni commerciali e materiale professionale.

Step 4: Sdoganamento

Per le pratiche di sdoganamento e di importazione sul territorio cinese, occorre affidarsi ad un partner locale che sia in possesso della Foreign Trade Rights o Licenza di commercio estero rilasciata dal Ministro del Commercio Estero.

Le pratiche di sdoganamento vengono presentate presso l'ufficio della General Administration of Customs (GAC) più vicino al punto di ingresso o al luogo di destinazione della merce. Il GAC può utilizzare modalità differenti a seconda della zona in cui si trova, quindi occorre valutare in precedenza in quale luogo sia più efficiente operare.

Le merci vengono classificate in:

Step 5: Presentazione della documentazione per esportare in Cina

Oltre alla dichiarazione in dogana, per esportare in Cina è necessario presentare un set di documenti:

È inoltre necessario presentare i relativi documenti di trasporto:

Export in Cina, la guida dei documenti per esportare in Cina

Step 6: Tutela della proprietà intellettuale per esportare in Cina

Questo è un passaggio da avviare ancora prima della decisione di esportare in Cina.

Infatti, è consigliabile tutelare marchi e brevetti aziendali in questo Paese anche se non si intende al momento esportare in Cina, in quanto vige la regola del "first to file": chi per primo registra il marchio, sarà il proprietario dello stesso.

Occorre dunque giocare di anticipo per evitare che in Cina il proprio marchio sia posseduto da altri soggetti.

Per registrare un marchio occorre presentare la propria domanda presso il WIPO (World Intellectual Property Organization) oppure presso l'Ufficio Marchi e Brevetti cinese. Una volta ottenuta l'approvazione alla registrazione del marchio, questa avrà validità di dieci anni ed è rinnovabile.

Per quanto riguarda i brevetti, la registrazione nel territorio di origine non è valida sul territorio cinese, occorre dunque depositare la propria richiesta di registrazione presso il CNIPA (China National Intellectual Property Administration).

Il brevetto può essere depositato all'estero e trasmesso in Cina (se il richiedente è localizzato in Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Parigi), oppure si possono utilizzare le procedure del Trattato di Cooperazione in materia di Brevetti. Una volta registrato il brevetto, per mantenerne la validità occorrerà poi versare una quota fisso annuale.

In merito ai copyright, la Cina si rifà ai maggiori trattati internazionali e alla Copyright Law of the People's Republic of China, che tutela opere artistiche, software, disegni industriali e progetti architettonici, ma non tutela i prodotti realizzati attraverso processi industriali.

Step 7: Promozione e costruzione delle relazioni per esportare in Cina

Ultimi passi fondamentali per esportare in Cina sono relativi alla promozione dei prodotti e alla costruzione di relazioni con gli stakeholder locali.

Per assicurarsi che una volta esportati sul territorio cinese i propri prodotti vengano conosciuti e acquistati dal maggior numero di acquirenti possibile, è importante ancor più che in altri mercati investire nella pubblicità e promozione sui canali online e offline. Il consumatore cinese è costantemente bombardato da pubblicità, è importante dunque essere presenti e attivi su tutti i canali.

Altro aspetto cruciale per esportare in Cina è la creazione di un ampio network di conoscenze e relazioni, non necessariamente esclusivamente nel settore di appartenenza delle proprie merci. I businessman cinesi preferiscono fare affari con persone conosciute e fidate con le quali hanno avuto contatti di persona.

Di conseguenza, anche se non fa parte degli obblighi legislativi necessari per esportare in Cina, organizzare visite presso i clienti e invitare questi ultimi nella propria azienda, rappresenta uno degli aspetti più importanti per garantire il successo dei propri prodotti sul mercato.

Esportare in Cina step by step, relazioni import export in Cina

Esportare in Cina: un mix tra burocrazia, tutela e relazioni

Come abbiamo avuto modo di analizzare, esportare in Cina è un processo complicato e richiede una dettagliata conoscenza delle norme e dei regolamenti locali.

È dunque consigliabile affidarsi a partner esperti che sappiano aiutare l'esportatore nella comprensione delle normative, nella gestione dei vari processi, che conoscano il mercato e la lingua e la cultura locali, in modo da ridurre il più possibile le barriere all'entrata.

Solo in questo modo si potranno cogliere le grandi opportunità di vendita che questo Paese offre.

Strumenti come Noziroh Hub sono fondamentali per esportare e vendere i prodotti in Cina e gestire i processi di export con successo. I rischi di fallimento sono dietro l'angolo e solo tramite una ricerca di mercato approfondita è possibile verificare la fattibilità di un progetto ed evitare imprevisti.

Con Noziroh Hub è possibile gestire tutte le fasi di commercializzazione contando su un unico riferimento: ricerca di mercato, apertura/gestione degli store nelle principali piattaforme e-commerce cinesi, stoccaggio della merce, evasione ordini, apertura/gestione dei profili social cinesi, confezionamento e private label.

Se la tua intenzione è di approcciarti all'export in questo mercato, prenota con noi una consulenza telefonica gratuita a questo link.

Autore: Marcella Pignatelli

Lanciato nel 2015 da NetEase, uno dei principali fornitori di servizi di giochi online e Internet in Cina, Kaola è la seconda piattaforma di e-commerce al dettaglio di tipo cross border (importazione transfrontaliera) che vende marchi occidentali in Cina, subito dopo Tmall Global.

Kaola, che significa koala, è stato scelto perché NetEase vuole che i suoi utenti rimangano "pigri e comodi" proprio come il marsupiale. Kaola offre una vasta gamma di prodotti per la cura del bambino e della madre, l'assistenza sanitaria, la bellezza e la cosmesi, con un servizio di consegna veloce.

Nel settembre 2019, Alibaba Group, che possiede anche Tmall, ha annunciato l'acquisizione di Kaola da 2 miliardi di dollari. Questo spiega perché Tmall e Kaola sono strettamente legati durante i grandi eventi commerciali.

Anche se Kaola è ancora considerato un giovane player nel settore dell'e-commerce rispetto a Tmall o JD, è stato in grado di diventare la principale piattaforma di e-commerce transfrontaliera della Cina con una quota di mercato di oltre il 27,1% nel 2019, fino a quando non è stato superato da Tmall Global all'inizio del 2020.

Il giro d'affari di Kaola è più basso rispetto a JD.com, infatti al momento siamo a 69,979 milioni di dollari contro 3,131 milioni di dollari (dati del 2019). Va considerato che a seguito della pandemia di Covid-19, i suoi ricavi sono notevolmente aumentati.

Come qualsiasi altra piattaforma di e-commerce transfrontaliera, Kaola consente ai venditori di mostrare i propri prodotti su numerosi forum, portali e canali di marketing online.

Modalità di vendita

Kaola fornisce una piattaforma da cui i marchi internazionali possono vendere i loro articoli in modo sicuro ai consumatori cinesi, che a loro volta acquistano prodotti di alta qualità a prezzi convenienti. Il suo principale modello di cooperazione è l'acquisto diretto dei prodotti che poi vengono rivenduti da loro, oppure tramite rivenditori autorizzati.

Il marketplace del koala offre 3 soluzioni per vendere i prodotti. La prima prevede l'apertura di uno shop online, la seconda l'integrazione del sito web (se e-commerce) all'interno della sua piattaforma e la terza la vendita all'ingrosso in stile Alibaba.

La modalità di autogestione scelta da Netease consente ai seller di fissare i propri prezzi. Si può quindi adeguare la propria strategia in base al tipo di mercato ed in base ai competitor, coordinando l'intera catena di approvvigionamento e tutti gli aspetti di stoccaggio, logistica e operazioni, proprio come su JD.com.

La strategia di Kaola è quella di aprire filiali in quasi diversi paesi e regioni come San Francisco, Tokyo, Seoul, Sydney e Hong Kong per selezionare prodotti di alta qualità ed evitare collegamenti multilivello come agenti e distributori, riducendo così costi e riduzione dei prezzi.

Inoltre, ha più di 150.000 metri quadrati di depositi doganali a Hangzhou, Zhengzhou, Ningbo e Chongqing, diventando la più grande impresa con depositi doganali nel commercio elettronico transfrontaliero.

Kaola ecommerce marketplace cross border b2c Cina
Crediti immagine: Introduzione alla piattaforma Kaola Fonte: sito web Kaola

Oltre ad avere la tradizionale scheda per l'acquisto con le categorie prodotti, best-seller e motore di ricerca interno, Kaola ha anche una sezione denominata "lista dei desideri", simile a un forum da cui poter ottenere consigli e feedback su tutti i tipi di prodotti.

Il pubblico che frequenta la piattaforma

Anche se Tmall e JD.com sono le principali piattaforme di e-commerce in Cina, anche Kaola genera molto traffico, con 7,6 milioni di utenti attivi mensili, subito dopo Xiaohongshu (12,3 milioni di utenti).

Con il crescente utilizzo delle piattaforme online, non sorprende che le piattaforme di e-commerce siano ora utilizzate da quasi tutta la popolazione cinese. Tuttavia, è importante sottolineare che la cosiddetta generazione Z rappresenta la maggioranza di utenti nel settore del commercio online.

Se prendiamo l'esempio di Kaola, il 39,1% dei suoi utenti ha meno di 24 anni, il 35,73% ha un'età compresa tra i 25 ei 30 anni e solo il 6,14% ha più di 41 anni. Importante è il dato del genere degli utenti, infatti nel 2020 l'80% degli utenti erano donne e solo il 20% degli utenti erano uomini (fonte analisi Statista).

In termini di reddito è considerata una piattaforma di e-commerce utilizzata principalmente dalla classe media cinese. Infatti, il 28,41% degli utenti guadagna tra 10.000 e 20.000 yuan, il 25,86% sotto i 3.000 yuan e solo il 7,64% più rispetto ai 20.000 yuan (fonte analisi Statista).

I principali prodotti richiesti dagli acquirenti sono latte artificiale e prodotti per l'infanzia, alimenti confezionati e prodotti nutrizionali, cosmetici, prodotti per la casa e per la cura della persona, abbigliamento e accessori e piccoli prodotti elettronici.

I motivi del suo successo

Kaola ha fissato i suoi standard per lo shopping online attraverso il suo impegno per la qualità, l'autenticità e la varietà di prodotti che offre, coprendo sempre più categorie merceologiche, dal cibo, alle bevande, all'abbigliamento, all'elettronica e ai cosmetici.

Secondo Statista, è la piattaforma più affidabile tra i consumatori cinesi. Infatti, il 38,8% degli intervistati è certo dell'autenticità del prodotto acquistato, un risultato migliore di quello ottenuto dai competitor Tmall e JD.

D'altra parte, Kaola fornisce una soluzione completa per i produttori stranieri per entrare nel complesso mercato cinese. Gestendo la logistica transfrontaliera, il magazzino, le operazioni online e i servizi post-vendita, consente ai produttori occidentali di raggiungere i consumatori su una scala più ampia e più rapida.

Infine, è estremamente orientata al cliente, dando la possibilità ai suoi utenti di vincere premi come buoni o prodotti e sviluppando giochi interattivi durante eventi speciali. Ha anche sviluppato un sistema di tracciabilità dei prodotti basato su codice QR con le dogane cinesi. Questo aiuta a garantire autenticità e qualità della merce venduta.

Kaola singles' day 11.11 e-commerce b2c Cina marketplace
Crediti immagine: uno dei tanti contest di Kaola durante il Singles' Day (11.11) Fonte: app Kaola

Vendere su Kaola con Noziroh Hub

I consumatori cinesi sono molto cauti quando si tratta di acquistare prodotti online, preferiscono acquistare su piattaforme di e-commerce popolari. Tuttavia, la vendita di prodotti su Tmall e JD.com richiede una serie di documentazione e dovrai soddisfare determinati prerequisiti.

In effetti, date tutte le stringenti condizioni da rispettare, può essere difficile per i piccoli brand avere accesso a queste piattaforme. Prima di iniziare, è meglio eseguire un'indagine di mercato, per comprendere il potenziale dei prodotti da vendere in Cina, definendo una strategia di prezzo e marketing.

Se si ha un budget ridotto ed un marchio non ancora conosciuto in Cina, Kaola è sicuramente una delle migliori soluzioni per iniziare.

Strumenti come Noziroh Hub sono fondamentali per le vendere i prodotti in Cina e la gestione dei processi di export con successo. I rischi di fallimento sono dietro l'angolo e solo tramite una ricerca di mercato approfondita è possibile verificare la fattibilità di un progetto ed evitare imprevisti.

Con Noziroh Hub è possibile gestire tutte le fasi di commercializzazione contando su un unico riferimento: ricerca di mercato, apertura/gestione degli store nelle principali piattaforme e-commerce cinesi, stoccaggio della merce, evasione ordini, apertura/gestione dei profili social cinesi, confezionamento e private label.

Autore: Alessandro Ave

In Cina è impensabile sperare di raggiungere il successo e conquistare il mercato senza avere un’adeguate strategia social che ti permetta di fare brand positioning, promozione e farti scoprire dai tuoi clienti.

Si tratta di un mercato estremamente ampio e complesso per questo è necessario costruire una strategia che comprenda più piattaforme, in questo modo è più facile arrivare al giusto pubblico, coinvolgere e ottenere delle conversioni.

Ma vediamo quali sono le piattaforme social che possono esse più utile e favorevoli per la tua strategia e soprattutto perché.

WeChat: il social per marketing e customer care cinese

Questo social progettato da Tencent è conosciuto anche come la super App alla quale un cinese può accedere e fare tutto quello che gli serve: pagare le bollette, un biglietto aereo seguito da check-in, pagare il conto al ristorante, fare shopping, chattare con gli amici, condividere i propri pensieri come nei momenti Facebook.

Per i brand può essere un importante ed interessante punto dove possono costruire la loro customer care, grazie ai plug in per l’inserimento di chatbot automatiche.

Cina social Marketing Wechat

Infatti, è possibile utilizzare questa piattaforma con una newsletter per comunicare se stessi e i propri eventi, tramite un Account Ufficiale è possibile inviare messaggi agli utenti ed averli visibili nella chat con tutti i loro altri contatti personali.

Come tutti i social non è perfetto, infatti si sviluppa molto come spazio di comunicazione uno a uno e non uno a molti e questo genera delle difficoltà per i brand.

Per risultare più affasciante per le aziende WeChat sta cercando di integrare il suo sistema con aspetti più aperti da social classico come i nuovi momenti visibili a tutti e non solo dagli amici e i canali che servono per fare concorrenza a Douyin/Tik-Tok.

Douyin: il social per il tuo video marketing in Cina

Dal 2020 i video brevi e il live streaming stanno segnando la differenza e stanno staccando tutti gli altri modi di vivere i social media in Cina. La piattaforma che più di questo si differenzia è quella appartenente a Bytedance ossia Douyin.

Questa piattaforma deve il suo successo alla sua funzione “For you” legata ad un algoritmo definito magico nel modo di interpretare le azioni degli utenti e saper riproporre video che ti tengono incollato alla visualizzazione.

Se in occidente Tik-Tok non è percepito come uno spazio per narrazioni ufficiali ed aziendali, al contrario in Cina è un ambiente digitale molto più ricco, complesso ed articolato dove trovano spazio diversi tipi di contenuti non sono generati degli utenti più giovani ma di tutte le età e anche molte aziende.

La grande differenza che contraddistingue Douyin dal suo figlio occidentale Tik-Tok è che ha un canale TV, sul quale è possibile fare dirette e caricare video molto più lunghi e poi collegarli direttamente ad un link di e-commerce.

Sicuramente con l’apertura del sistema di pagamento di Bytedance l’ecosistema sarà sempre più social-commerce e sempre chiuso alle interazioni esterne.

Weibo 微博: ottimo social per le tue Adv marketing in Cina

Weibo è sicuramente il social media più anziano di tutti, infatti la sua fondazione risale al 2009. Viene definito per similitudine a diversi social occidentali, chi lo paragona a Twitter e chi a Facebook.

La verità è che come loro ne esistono tantissimi altri di social media prevede la condivisione di contenuti da uno a molti in modo completamente aperto e in diversa forma: video, immagini o semplice testo.

Cina Social Marketing Weibo

Come spesso accade c’è la distinzione fra profili privati e profili pubblici, solo che a differenza dei social occidentali qui per avere un profilo ufficiale è necessario pagare un fee di 1000$.

Questo attualmente è fra i social più efficaci ed interessanti per rivolgersi ad un pubblico più giovane. Grazie al fatto che è stato acquisito da Alibaba si possono condividere facilmente i propri negozi e prodotti in vendita su Taobao e TMall.

Inoltre è quello più amato dalle aziende perché ha il sistema di sponsorizzazione dei contenuti, quindi di advertising a pagamento più sviluppato e all’avanguardia fra tutte le piattaforme, dando a parità di costi i risultati migliori.

小红书 RED: il social per il pubblico femminile cinese

Questo è un social media unico nel suo genere, nato come piattaforma dedicata alla condivisione di immagini. Oggi è un vero e proprio regno femminile, che rappresenta più dell’80% di tutto il pubblico della piattaforma. Ha un suo sistema di negozi ed e-commerce al quale le aziende possono accedere per vendere i propri prodotti.

A livello di contenuti questa piattaforma è principalmente dedicata al lifestyle, al cibo, la moda, la casa e i viaggia ed in generale tutto quello che principalmente coinvolge un pubblico femminile, quindi se deve pensare ad una strategia per promozione e posizionamento di assorbenti sicuramente dovrà considerare questa piattaforma.

Cosa interessante è che il pubblico femminile principalmente presente proviene dalla città di fascia più bassa, ossia quelle delle periferie.

Toutiao: il social per il tuo informational marketing in Cina

Si tratta di uno dei social media più utilizzati e famosi in Cina, permette la condivisione di ogni tipo di contenuto dal testo, ai video, alle immagini, fino alla creazione di una sezione Q&A gestita dalle aziende e dagli utenti. Ha un pubblico molto giovane prevalentemente under 30 che trascorre sopra l’App più di 76 minuti al giorno.

Appartenendo anche questa a Bytedance i suoi contenuti e la loro presentazione agli utenti è guidata da un sistema algoritmico basato sul machine learning, in questo modo ad ogni utente viene presentato un contenuto estremamente personalizzato in base alle azioni precedentemente compiute con il tuo profilo.

Questo è uno dei pochi profili social che offre ancora grandi possibilità alle aziende per farsi notare e scoprire dal pubblico perché permette di ottenere dei termini interessanti di crescita del proprio profilo anche senza sponsorizzazioni e promozioni a pagamento.

Toutiao social network brand positioning Cina

Da un punto di conversione per le aziende essendo un social media definito come “terza parte” ossia non appartenente ne al gruppo Alibaba ne a Tencent è possibile condividere i proprio prodotti da entrambi gli ecosistemi.

Per la Cina serve una social marketing strategy coordinata fra più piattaforme

Per tutte le realtà interessate a farsi strada nel mercato cinese e farsi conoscere è fondamentale pensare ad una strategia che comprenda un’attività strategicamente strutturata su una o più di queste piattaforme.

Ovviamente ogni scelta va misurata e calcolata sulla base delle caratteristiche aziendali e sul tipo di pubblico ma sicuramente può essere una concreta reale strategia vincente quella di creare uno o due profili social aperti come Toutiao o Xiaohongshu per farsi conoscere dal pubblico e creare brand awareness

In seguito, attraverso un profilo WeChat coltivare il guanxi o relazione con i propri clienti con contenuti più mirati, approfonditi e che possano fornire anche un aiuto e supporto clienti.

Per questo appoggiarsi e figure esperte, professionali o a realtà strutturate come Noziroh Hub diventa una cosa fondametale.

Autore: Lucia Gentili

Il 618 shopping festival è diventato l'ultimo campo di battaglia nell'agguerrito mercato del commercio online in Cina, dopo il singles' day 11.11.

Per i colossi cinesi dell'e-commerce il bacino di potenziali nuovi clienti si sta riducendo sempre di più, costringendoli a competere per gli acquisti dei consumatori già attivi nelle loro piattaforme, cercando di rubarli alla concorrenza.

Questo evento rappresenta l'ennesima occasione per i marketplace cinesi di rafforzare la loro reputazione e spingere i consumatori all'acquisto impulsivo tramite coupon e sconti offerti in momenti della giornata specifici.

Cos'è il 618 shopping festival?

618 è un evento iniziato come una semplice promozione per l'anniversario del 18 giugno del marketplace JD.com (nato nel 2004) ma da allora è diventato un evento richiamato da tutte le principali piattaforme di e-commerce cinesi.

Dal lancio nel 2010, le società di e-commerce cinesi hanno incassato miliardi di yuan cinesi durante questo evento di shopping sfrenato.

Per i marketplace, il 618 shopping festival non riguarda solo la conquista del cuore e del denaro dei consumatori cinesi. Le piattaforme mirano a individuare le ultime tendenze che potrebbero essere preziose per aggiustare le loro strategie per la seconda metà dell'anno.

618 festival dello shopping in Cina

Dove avviene il 618 shopping festival?

Su Taobao, la più grande piattaforma di e-commerce in Cina, i consumatori ricevono coupon tramite giochi e lotterie se guardano il canale di streaming live. Alibaba ha dichiarato di aver stanziato 700 milioni di yuan (109,4 milioni di dollari) in omaggi per i consumatori su Taobao per l'evento 618 di quest'anno.

JD.com non offre solo giochi di shopping e offerte speciali, ma attira gli acquirenti anche con offerte in bundle di vitamine, bustine di tè e un pediluvio a vapore in modo che i giovani acquirenti possano "nutrirsi in stile Buddha".

Nel frattempo, nuovi player come la piattaforma di video brevi Douyin ed il social Kuaishou si stanno unendo al già affollato campo di battaglia.

Infatti, queste piattaforme stanno diventando una forza emergente che non può essere ignorata, il live-streaming commerce è diventato un importante canale per attirare nuovi consumatori, soprattutto giovani. Avevamo trattato l'argomento in precedenza con un articolo lo scorso maggio (puoi leggere l'articolo cliccando qui).

Kuaishou, che tre anni fa ha cercato di insinuarsi nel già competitivo mercato dell'e-commerce cinese, sta promuovendo per il secondo anno consecutivo il proprio festival dello shopping chiamato 616, sfruttando il numero 6 considerato fortunato nella cultura cinese. L'evento, iniziato il 20 maggio, durerà un mese.

A chi è rivolto il 618 shopping festival?

A partire da inizio mese, i netizen cinesi sono stati bombardati da promozioni online che promettono loro miliardi di yuan in coupon per lo shopping e rimborsi se trovano un prezzo migliore su un'altra piattaforma di e-commerce.

La maggior parte dei consumatori segue l'evento per strappare i voucher esclusivi giornalieri e pacchetti rossi che verranno rilasciati dalle piattaforme con regali che includono premi in denaro.

Per i colossi cinesi dell'e-commerce è chiaro che il bacino di potenziali nuovi clienti si sta riducendo, costringendoli a competere per la spesa dei consumatori esistenti. In mezzo a una forte concorrenza, pochi possono permettersi di rimanere indietro.

Gli utenti mensili attivi (MAU) sui mercati al dettaglio di Alibaba hanno raggiunto 925 milioni a marzo, pari a circa il 94% dei netizen totali del paese. La piattaforma di e-commerce social Pinduoduo aveva più di 720 milioni di MAU entro la fine del primo trimestre, mentre JD.com è in ritardo con circa 500 milioni di utenti attivi su base annua.

Quand'è il 618 shopping festival?

618 festival dello shopping in Cina e-commerce B2C

L'evento 618, che si svolge dall'1 al 18 giugno, è diventato uno shopping sfrenato a livello nazionale su più piattaforme, simile al festival del giorno dei single dell'11 novembre gestito dal rivale Alibaba di JD.com.

Ogni anno, si parte con le promozioni verso la fine di maggio. Quest'anno, Tmall e Taobao, le due piattaforme di e-commerce gestite da Alibaba Group, hanno riempito le loro app ed i loro siti web con offerte ed eventi di live streaming per sfruttare la stravaganza di questo evento.

Il Singles' Day, con il formato della data 11/11 che ricorda i "rami spogli" ai cinesi, è diventato una sorta di celebrazione anti-San Valentino in cui le persone senza partner possono concedersi un regalo per se stesse.

Le due più grandi spese folli del paese ora fungono da barometro del mood generale dei consumatori e della salute del commercio al dettaglio della seconda economia mondiale.

Mentre il singles' day viene paragonato al black friday (il venerdì successivo al giorno del Ringraziamento) ed al boxing day del 26 dicembre, l'evento 618 risulta essere la risposta della Cina alle vendite del Memorial Day negli Stati Uniti.

Perché è così importante il 618 shopping festival?

Il 618 è un evento che consente a marchi e commercianti di farsi conoscere agli abitanti che vivono nelle regioni meno sviluppate, i quali rappresentano il 70% della popolazione totale della Cina.

Durante questo festival dello shopping i negozi sulle principali piattaforme di e-commerce riducono i loro prezzi fino alla metà per ottenere più vendite e raggiungere nuovi clienti.

Il fatturato delle vendite generato tramite live streaming su Tmall nella prima ora del 1 giugno è stato pari al fatturato medio giornaliero dello scorso anno.

JD.com ha affermato che oltre 4.800 marchi sulla sua piattaforma hanno registrato un aumento del volume delle transazioni di almeno il 500% il 1 giugno rispetto allo stesso giorno dell'anno scorso.

Tuttavia, dietro i numeri rosei c'è una dura realtà. La crescita delle vendite online per il settore sta rallentando a causa dell'intensificarsi della concorrenza con l'entrata in gioco di nuovi player. Per piattaforme e commercianti, sta diventando sempre più difficile e costoso catturare l'attenzione dei consumatori e quindi ottenere vendite.

618 Festival Shopping 18 giugno e-commerce Cina B2C

Come sfruttare al meglio il 618 shopping festival?

Questo evento può essere un'ottima opportunità per i brand che vogliono iniziare a vendere in Cina, i quali possono offrire i loro prodotti a prezzi scontati con lo scopo farsi conoscere e fidelizzare gli acquirenti per futuri acquisti.

Oltre a questo, il 618 shopping festival è un ottimo banco di prova per testare strategie di mercato ed operazioni di marketing. Se le scelte fatte si riveleranno efficaci, saranno replicate nel semestre successivo, in occasione degli eventi più importanti dell'anno dal punto di vista dell'e-commerce (es. il singles' day).

Strumenti come Noziroh Hub sono fondamentali per le vendere i prodotti in Cina e la gestione dei processi di export con successo. I rischi di fallimento sono dietro l'angolo e solo tramite una ricerca di mercato approfondita è possibile verificare la fattibilità di un progetto ed evitare imprevisti.

Con Noziroh Hub è possibile gestire tutte le fasi di commercializzazione contando su un unico riferimento: ricerca di mercato, apertura/gestione degli store nelle principali piattaforme e-commerce cinesi, stoccaggio della merce, evasione ordini, apertura/gestione dei profili social cinesi, confezionamento e private label.

Autore: Alessandro Ave

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