I beni alimentari italiani in Cina sono sempre più richiesti. Uno di dei requisiti per vendere in Cina è la registrazione sul portale GACC della dogana cinese. Facciamo luce sui principali aspetti di questa registrazione nel seguente articolo.

Il mercato cinese fa sicuramente gola alle aziende italiane che cercano opportunità di espansione e crescita. Tuttavia, entrare in questo mercato non è semplice, soprattutto dal punto di vista dei requisiti normativi e dei processi di importazione.

Le autorità cinesi hanno decretato (decreto n. 248) da gennaio 2022 l’obbligo per le imprese estere produttrici di alimenti grezzi o lavorati che vogliono importare i loro prodotti nella Repubblica Popolare Cinese di registrarsi nel portale GACC (Amministrazione Generale delle Dogane della Repubblica Popolare Cinese).

Il GACC stabilisce una serie di rigidi requisiti normativi che le aziende non cinesi devono soddisfare per esportare i loro prodotti in Cina. Questi requisiti spaziano dalla sicurezza alimentare alla conformità ambientale e possono variare a seconda del tipo di prodotto.

Questo significa che il produttore che vuole esportare alcuni suoi prodotti in Cina, dovrà procedere con la registrazione sul portale CIFER, di proprietà del GACC, della sua azienda e delle referenze da esportare.

Requisiti del GACC per vendere alimentari in Cina

Una volta compresi i requisiti normativi, le aziende devono affrontare le procedure di registrazione e approvazione con il GACC. Queste procedure possono essere complesse e richiedere una documentazione dettagliata e una valutazione accurata dei prodotti.

Un passaggio critico nel processo di importazione è rappresentato dai test di conformità e dalle ispezioni richieste dal GACC. Questi test possono includere analisi di laboratorio, test di sicurezza e valutazioni della qualità.

Una corretta preparazione della documentazione è fondamentale per facilitare il processo di importazione attraverso il GACC. Questa documentazione può includere certificati di conformità, dichiarazioni di prodotto e altre certificazioni rilevanti.

Le aziende devono assicurarsi di avere tutti i documenti necessari correttamente compilati e presentati per evitare ritardi o problemi durante il processo di importazione.

Per la registrazione al GACC, il portale richiede all'azienda italiana le seguenti informazioni di base:

Inoltre, a seconda della categoria merceologica, il portale GACC divide i prodotti in base al rischio (alto e basso). Vediamo in seguito come comportarsi a seconda della situazione.

GACC: differenza tra prodotti ad alto e basso rischio

Alcuni codici prodotto HS sono catalogati come a basso rischio e altri ad alto rischio (ad esempio, il caffè torrefatto è considerato a basso rischio, ma il caffè verde è considerato ad alto rischio).

Crediti immagine: Home page sito web CIFER (China Import Food Enterprises Registration)

A seconda della categoria di prodotto vanno effettuate due pratiche diverse:

Il portale richiede diversi dettagli riguardo la produzione aziendale e del prodotto stesso, ma variano da prodotto a prodotto. Quella riportata di seguito è una richiesta di informazioni riguardo un prodotto food a “basso rischio” da esportare.

Se l’alimento da esportare è prodotto da un’azienda terza, sarà essa stessa la produttrice e quindi dovrà registrarsi sul portale GACC, in particolare se necessita dell’autorizzazione ASL nella registrazione.

Questo è necessario proprio perché l’ASL dovrà effettuare un sopralluogo nel sito produttivo e perché deve disporre di un HACCP e un’autorizzazione sanitaria. L’azienda che invece esporta i prodotti potrà semplicemente registrarsi sul registro cinese degli importatori ed esportatori di prodotti alimentari e cosmetici (sito web) come esportatore estero.

Esito della registrazione al GACC

Una volta ottenuto il codice, questo comparirà nella schermata del portale, senza altra notifica necessaria e inizierà per CITA (xxxx). Ogni codice CITA fa riferimento a uno o più prodotti della stessa azienda con medesimo codice HS. Se il codice HS è diverso tra le varie referenze si avranno codici GACC diversi.

Il numero di registrazione rimarrà valido per i 5 anni successivi. Nel corso di questi 5 anni, sarà comunque possibile aggiungere al numero CITA ottenuto altre referenze dello stesso codice HS da esportare.

È molto importante seguire le procedure corrette per la registrazione, onde evitare dilungamenti non necessari nelle pratiche senza possibilità di modifica della domanda in corso di accettazione.

La registrazione al GACC, se fatta in autonomia, è gratuita per l'azienda richiedente.

Suggerimenti per vendere in Cina con il GACC

Per affrontare con successo il processo di importazione in Cina attraverso il GACC, le aziende italiane possono adottare alcune accortezze. Prima di tutto, è essenziale pianificare con cura e dedicare tempo e risorse sufficienti per comprendere appieno i requisiti normativi e i processi di importazione.

Crediti immagine: Esempio di referenze registrare con successo al portale GACC

Inoltre, le aziende italiane possono considerare la possibilità di collaborare con partner locali o consulenti esperti che possano guidarle attraverso il processo e fornire supporto nella gestione delle formalità burocratiche e della documentazione per vendere in Cina i loro prodotti.

Navigare con successo il labirinto normativo dell'importazione di prodotti italiani in Cina attraverso la registrazione al GACC richiede una combinazione di conoscenza approfondita, pianificazione strategica e adattabilità.

Sebbene possa sembrare un compito arduo, le aziende italiane che riescono a superare queste sfide possono accedere a uno dei mercati più grandi al mondo e sfruttare le numerose opportunità di crescita che offre la Cina.

Oltre a questo, è importante tenere presente che le normative e i processi possono cambiare nel tempo, quindi è consigliabile consultare sempre le fonti ufficiali e ottenere consulenza legale o professionale quando necessario.

Se la tua azienda ha bisogno di assistenza per il GACC, il team di Noziroh Hub può offrirti supporto nella registrazione al portale e nel seguire passo passo le varie fasi. Puoi contattarci senza impegno tramite il modulo al seguente link.

Autore: Ambra Quadri

Importare dalla Cina è da molti considerata un'attività estremamente redditizia, grazie all'offerta di prodotti a basso costo dall'elevato potenziale di mark up. In effetti, la Cina negli anni si è sempre più affermata come una superpotenza commerciale e sono sempre di più gli imprenditori che guardano a oriente in cerca di fortuna.

Nel 2020 l'economia cinese è stata l'unica grande economia del mondo a far registrare una crescita del PIL del 2,3% a fronte di una contrazione dell'economia globale del 3,5% circa (Fondo Monetario Internazionale). Inoltre, secondo le statistiche Eurostat, dallo scorso anno la Cina è diventato il primo partner commerciale europeo, scalzando gli USA.

Tuttavia, importare beni da un paese così distante sia geograficamente sia culturalmente può rivelarsi un'impresa estremamente difficile, soprattutto per un principiante. Capita allora che i guadagni previsti vengano erosi dai lunghi tempi di transito, dalle spese di spedizione, dalle imposte e dai ritardi imprevisti.

In questa guida vogliamo darti tutti i consigli necessari per portare a termine con successo le tue importazioni dalla Cina.

L'ABC per diventare importatori ed importare dalla Cina

Diventa un importatore chiunque importi beni da un fornitore estero. Se importare prodotti di piccole dimensioni e dal valore contenuto con finalità di uso personale di solito non rappresenta un problema, importare beni con finalità commerciali è più complicato.

consigli importare dalla Cina

Innanzitutto, è necessario verificare, tanto per le aziende quanto per gli individui, di essere in possesso dei diritti di importazione. Per importare dalla Cina (ma in generale da paesi extra UE), in Europa bisogna essere registrati come operatori economici e disporre del codice Eori.

Occorre anche fare attenzione al genere dei prodotti che si desidera importare dalla Cina. Infatti, alcuni generi merceologici sono soggetti a regolamentazioni particolari e possono richiedere permessi speciali.

Infine, è bene tenere presente che, sebbene la maggior parte dei regolamenti per le importazioni riguardino soltanto le operazioni con finalità economiche, l’autorità doganale è l’unico ente che ha il diritto di decidere cosa possa essere considerato come destinato a un uso personale.

La scelta del prodotto da importare

Può sembrare inutile sottolineare l’importanza della scelta del prodotto da importare; tuttavia, ci sono alcune accortezze che è bene tenere presente quando si decide di importare dalla Cina per la prima volta.

Innanzitutto, è bene tenere a mente che il prodotto che decidiamo di importare dalla Cina e vendere nel nostro paese si legherà necessariamente al nostro nome e perciò è importante che sia qualcosa di cui possiamo andare orgogliosi, soprattutto se andremo ad apporci il nostro marchio.

Perciò una scelta saggia potrebbe essere quella di importare dalla Cina prodotti di cui si è appassionati, o comunque prodotti che si conoscono bene.

Altresì importante è verificare che il prodotto che si vuole importare abbia un suo mercato o una sua nicchia nel nostro paese; inoltre, è bene essere in grado di produrre una stima il più possibile accurata del costo finale del bene, così da assicurarsi il profitto sperato.

La classificazione dei beni e il calcolo preventivo dei costi di importazione

Quando si inizia ad importare dalla Cina, prima di effettuare l’ordine è molto importante raccogliere tutte le informazioni possibili riguardo al prodotto da acquistare, come letteratura descrittiva e informazioni sulla composizione del prodotto.

Ci torneranno utili anche informazioni sul tipo di imballaggio, peso della merce e quantità di blocchi. Se possibile, cercate di ottenere anche alcuni campioni che possono essere testati presso strutture esterne specializzate.

HS code: che cos'è?

Tutte le informazioni raccolte sono necessarie per determinare la classificazione tariffaria del prodotto attraverso l’HS CODE (Harmonized System).

Si tratta di un codice internazionale di dieci cifre che permette di identificare con precisione ogni tipo di merce e che consente di stabilire, insieme al certificato d’origine, quali dazi sono applicabili ai prodotti che abbiamo intenzione di importare dalla Cina.

importare dalla Cina guida

Calcolare le spese di trasporto per importare dalla Cina

È altresì importante eseguire il calcolo delle spese di trasporto in anticipo, per evitare che spese impreviste nel processo di spedizione o dilazioni nei tempi impattino negativamente sul prezzo finale.

È importante tenere in considerazione gli Incoterms utilizzati. Assicuratevi che il fornitore accetti di spedire secondo i termini DAP indicando il comune dove si trova il luogo di consegna (il vostro magazzino, il porto o l'aeroporto, altro).

Il calcolo dell’IVA

Per le importazioni provenienti dai paesi al di fuori dell’Unione Europea è necessario il pagamento dell’IVA, che in Italia è del 22% (tranne per pochi prodotti).

L’IVA si calcola sul valore dei beni importati, ovvero il prezzo pattuito tra fornitore e importatore, aumentato dei dazi doganali e delle spese di spedizione della merce fino al luogo di destinazione finale delle merci, come indicato dal documento di trasporto.

Verifica le limitazioni presenti nel tuo paese

Alcuni paesi non accettano che vengano introdotti determinati prodotti nel loro territorio. È bene verificare che i prodotti da importare dalla Cina siano ammessi nel paese di destinazione e che non siano richieste autorizzazioni speciali né siano soggetti ad altre restrizioni.

È molto importante che i prodotti che importiamo siano sicuri e conformi alla normativa europea. Un prodotto che violi tali norme una volta giunto in dogana potrebbe essere sequestrato e persino distrutto. Inoltre, chi importa prodotti non a norma potrebbe incorrere in procedimenti penali e pesanti sanzioni.

Chiedete di fornirvi la documentazione tecnica (test report) con cui potrete dimostrare l’idoneità del prodotto. Non dovete nemmeno trascurare la destinazione d’uso delle merci che importate. A seconda della destinazione d’uso uno stesso bene può essere soggetto a norme diverse, come per esempio la necessità o meno del marchio CE.  

Fornitori

Quando si decide di lavorare con fornitori cinesi e di importare dalla Cina, ci sono alcuni fattori culturali di cui bisogna necessariamente tenere conto. Ecco i principali.

Aspettatevi una barriera linguistica

Per comunicare con fornitori cinesi bisogna aspettarsi che la controparte non parli bene inglese. È comunque abbastanza probabile che l'abbia studiato a scuola e perciò che sia molto più brava a leggere di quanto non lo sia nella conversazione.

Durante gli incontri in presenza è meglio parlare in modo chiaro e lentamente ed è utile portare con sé un elenco dei punti più importanti, messi per iscritto. A volte può essere utile l’assistenza di un interprete.

acquistare dalla Cina all'ingrosso

Anche nei rapporti online e per e-mail la comunicazione potrebbe non essere semplice e bisogna essere pronti ad armarsi di pazienza e impiegare del tempo per essere sicuri di aver definito ogni singolo dettaglio in modo chiaro prima di importare dalla Cina.

Differenze culturali: confrontational e non-confrontational culture

Quando si vuole importare dalla Cina, le differenze culturali sono tanto importanti quanto quelle linguistiche.

La Cina insieme a molti altri paesi asiatici fa parte delle cosiddette non-confrontational culture, ovvero quelle culture che preferiscono evitare il confronto diretto, adottando un atteggiamento più diplomatico e ambiguo. Al contrario, la maggior parte dei paesi occidentali preferisce un confronto schietto e diretto.

I fornitori cinesi difficilmente interromperanno, correggeranno o ti faranno presente che non capiscono ciò che stai dicendo. Quello che a noi può sembrare un cenno di assenso per il nostro fornitore potrebbe essere soltanto un tentativo di mostrarsi educato nei nostri confronti.

La chiave in questi casi è porre domande in modo diretto e assicurarsi che non rimangano incomprensioni: chiedere, chiarire e ripetere ogni punto tante volte quante è necessario.

Il guanxi e l’importanza dei rapporti personali

Il guanxi è ormai un elemento della cultura cinese abbastanza noto anche in occidente e potrebbe darsi che ti sia già imbattuto in questo termine. Il termine guanxi (letteralmente rapporto, relazione) indica una rete di relazioni personali profonde che viene intessuta fin dal periodo scolastico.

Per i cinesi tale rete di relazioni è rilevante tanto nella vita privata quanto in quella lavorativa. Proprio in base a questo principio instaurare un rapporto personale con il proprio fornitore può contribuire a far sì che sia più incline ad accomodare le nostre richieste e ad aiutarci in caso di problemi, facilitandoci il lavoro.

Trovare grossisti cinesi sulle piattaforme online

Oggi, importare dalla Cina è molto più semplice, anche grazie a internet. Infatti, oggi esistono molte soluzioni per trovare grossisti e fornitori cinesi online.

Alibaba e Global Sources, per esempio, offrono directory di grossisti cinesi: veri e propri motori di ricerca in cui è possibile trovare decine di migliaia di fornitori, semplicemente cercando il prodotto che si desidera acquistare.

I risultati che ti verranno mostrati comprendono fasce di prezzo e quantità minima acquistabile; una volta individuati quelli che ti sembrano più interessanti puoi contattare direttamente il fornitore e intavolare una trattativa.

Attività fieristiche in Cina

La pandemia ha limitato di molto la possibilità di muoversi tra gli stati e in particolare verso la Cina. In condizioni normali di mobilità vale la pena decidere di visitare una delle tante attività fieristiche che si tengono nel paese dedicate alle attività di import export.

importare dalla Cina B2B

Eventi come le fiere di Canton e di Hong Kong sono ottime opportunità per incontrare direttamente i fornitori, toccare con mano i loro prodotti e stringere rapporti in modo più personale.

La ricerca di grossisti cinesi è un argomento davvero molto vasto, che offre svariate soluzioni e merita di essere trattato in un articolo dedicato.

Affidati ad esperti nel settore per importare dalla Cina.

Come abbiamo visto, oggi importare dalla Cina offre grandi opportunità, soprattutto a chi sa bene come districarsi tra dogane, spedizionieri, regolamentazioni e fornitori per non incappare in spiacevoli sorprese e assicurarsi il risultato economico sperato.

Strumenti come Noziroh Hub offrono un valido aiuto per l'importazione di prodotti dalla Cina in tutte le sue fasi. Con un unico riferimento è possibile gestire tutte le fasi di approvvigionamento, dalla ricerca del fornitore alla produzione, dalla certificazione allo stoccaggio della merce e la spedizione dalla Cina.

Il loro team di esperti segue i clienti anche nelle delicate fasi di importazione e sdoganamento della merce, comunicando in lingua italiana. L'azienda si trova in Italia ed ha una filiale in Cina da cui possono stoccare la merce proveniente dai fornitori, controllarla ed in seguito spedirla al cliente in una volta sola.

Autore: Fabio Amalfitano

La Cina è da sempre un mercato abituato al consumo di bevande alcoliche. Sebbene il vino in Cina non sia consumato in grande quantità, a differenza delle tradizionali bevande alcoliche come il liquore bianco Baijiu, è entrato nelle case cinesi da diversi anni ormai.

La storia del vino in Cina

Come riportato anche da Value China, negli anni ’80, quindi dall’apertura di mercato della Cina, il vino è arrivato nelle tv cinesi. Il vino più pubblicizzato era proprio il vino rosso francese, mentre il vino bianco, e più precisamente lo Champagne, era ed è utilizzato maggiormente per le feste.

Nell’immaginario collettivo ancora oggi il vino è percepito come rosso ed il maggior importatore di vino ad oggi è proprio la Francia. Le bollicine, quali Champagne e recentemente Prosecco, stanno registrando una crescita nei consumi, trainata dalla Generazione Z e dai Millenials.

La Cina non è ancora tra i primi consumatori al mondo di vino ma, data la sua vasta popolazione e la rapida occidentalizzazione dei consumi, si posiziona al 5° posto a livello mondiale per consumo di vino.

La domanda di vino in Cina è concentrata nella città di tipo 1 e 2, ovvero quelle più ad alto reddito come Hong Kong, Pechino, Shanghai. In queste città sono maggiormente presenti anche Millennials e consumatori della Generazione Z che hanno studiato o viaggiato all’estero e quindi conoscono la cultura del vino.

Nonostante il forte rallentamento subito dalle importazioni di vino in Cina durante il 2020 e il 2021, tra il 2010 e il 2019 il mercato del vino in Cina ha registrato un CAGR del 14%. Le importazioni di vino imbottigliato nel 2021 hanno registrato sì una flessione del -7,4%, ma quello sfuso ha avuto un aumento del +17,3% in valore e +16,7% in volume.

Trend ancora migliore è stato registrato dalle importazioni di spumante, anche grazie al riconoscimento di tutela del marchio ottenuto dal Prosecco.

Lo spumante importato, secondo Wine Meridian, è cresciuto nel 2021 del +58% in valore. In volume la crescita è stata più contenuta e si è attestata a +13,5%. Questo è un valore incoraggiante, in quanto si traduce in una crescita di consumo di vino ad un prezzo più elevato.

Quote di mercato del vino in Cina

Il mercato fino al 2020 era dominato dall’importazione di vino australiano. Da sola l’Australia, fino a marzo del 2021, deteneva il 40% delle quote di importazione di vino in Cina. A seguito di un dazio pari al 218% imposto dalla Cina sui vini importati dall’Australia, quest’ultima ha subito un calo drastico del -90%, raggiungendo ad oggi una quota di mercato di poco superiore al 3%.

I vini australiani hanno quindi lasciato un “vuoto” di offerta sul mercato cinese: come è stato colmato?

Vendere vino in Cina export made in Italy

I vini francesi hanno aumentato le loro quote di mercato di cui solo lo spumante domina nel settore con una quota del 73%. La crescita dei vini francesi è stata rilevante sia in volume +14% ma soprattutto in valore +48%. Il vino francese più richiesto in Cina è il Bordeaux, il quale rappresenta il 67% dei vini francesi esportati in Cina.

Il Cile è la “new entry” tra i primi 3 importatori di vino in Cina. La quota di mercato del Cile in Cina nel 2021 è stata del 19,6%. Il vino cileno è da sempre associato in Cina al vino sfuso e alla fascia medio-bassa di qualità.

Mentre le importazioni di vino cileno hanno registrato una crescita molto simile in termine di volume e di valore, pari a circa il 45% su base annua, il vino sfuso è aumentato ancora di più: +102% in termine di valore.

L’Italia si classifica al terzo posto tra gli importatori di vino in Cina. La crescita c’è stata anche per i vini italiani che hanno sfruttato il gap creato dall’Australia. Tuttavia, i risultati ottenuti dai vini italiani sul mercato cinese sono stati meno importanti dei primi due Stati citati. La quota di mercato in Cina è comunque in aumento, raggiungendo il 9,8%.

Il dato rilevante per il vino italiano in Cina è l’aumento del prezzo medio per litro: +14,67%, attestandosi a 5,14 dollari, anche se ancora molto lontano dai prezzi al litro di quelli francesi.

I vini frizzanti sono quelli che in generale performano meglio. Nello specifico il Prosecco italiano viene sempre più frequentemente associato a cerimonie e festeggiamenti, come lo Champagne.

I maggiori amanti di questo prodotto sono i consumatori al di sotto dei 35 anni e soprattutto le donne. Il pubblico femminile, infatti, è in forte crescita per consumo di vino italiano.

Le donne stanno godendo di una forte emancipazione e sempre più spesso assumono cariche rilevanti nelle aziende cinesi portandole anche a viaggi d’affari.

Crescita della produzione locale di vino in Cina

La Cina si classifica ad oggi come 5° Paese produttore di vino e il 1° al mondo per produzione di uva, secondo l’IWSR.

Dal 2021 il crescente interesse dei consumatori cinesi per i vini di produzione nazionale ha portato un conseguente aumento delle vendite, riscontrato in particolar modo da diverse aziende vinicole di Ningxia, tra cui Silver Heights, Xige Winery e Château Leirenshou.

Infatti, la regione sulla quale il governo sta concentrando maggiori risorse per la coltivazioni di vigneti è situata nella Cina settentrionale: la regione di Ningxia. Questa regione si presta particolarmente alla coltivazione della vite per il suo microclima.

Vigneto produzione vino in Cina

La qualità di vino prodotta in questa regione è molto alta e dopo la crescita esponenziale registrata sul territorio cinese durante la pandemia, stanno iniziando a promuovere le bottiglie provenienti da Ningxia in Italia ed in altri Paesi considerati storici produttori di vino.

Non è da sottovalutare l’aumento dei terreni destinati alla viticoltura in Cina e alla loro diffusione. In particolare, questa crescita rispecchia la strategia e la direzione promessa dal governo cinese nel Piano quinquennale.

Tuttavia, anche se i numeri sono assolutamente positivi, il vino cinese non è ancora in grado di sostituire i vini importati. La Cina è un grande paese vinicolo, molte cantine hanno attrezzature all’avanguardia ed una esperienza di più di 10 anni.

Si ipotizza che ci vorranno almeno 10 anni prima che il vino in Cina possa competere con quelli di importazione, però è bene riportare qualche dato per rendere l'idea della crescita del settore vitivinicolo nel Paese del dragone.

Legacy Peak, un'azienda vinicola a conduzione familiare situata nella regione dello Ningxia, ha riferito che dallo scorso dicembre a questo gennaio le vendite sono cresciute del 118% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (fonte Federvini).

Xige Estate, la più grande azienda vinicola di Ningxia, avrebbe raggiunto 32 milioni di dollari di vendite di vino nel 2021, il doppio rispetto all'anno precedente. Questa cantina nel 2021 è riuscita a vendere con successo tutte le 1,2 milioni di bottiglie del 2017, la sua annata inaugurale (fonte Federvini).

Come il Guochao influenza il consumo di vino in Cina

La Cina sebbene sia un mercato maturo per le bevande alcoliche in generale, non lo è ancora per il vino. Il vino è una bevanda abbastanza recente ma che sta riscontrando particolare successo nei consumatori più giovani, grazie anche ai social media ed ai KOL specializzati in vino in Cina.

I giovani consumatori cinesi tendono sempre di più a bere moderatamente e stanno portando ad una crescita del consumo di vino nazionale a basso contenuto alcolico, a scapito di altre bevande tradizionali, ad esempio il baijiu o huangjiu.

Un'altra tendenza che contribuisce alla crescita del vino cinese è il cosiddetto Guochao, tradotto in occidentale come "China chic". Questo fenomeno porta le giovani generazioni di consumatori ad acquistare prodotti nazionali che rappresentano tradizioni e cultura cinese.

La crescita economica della Cina ha notevolmente favorito lo sviluppo dell'industria dei consumi della nazione e la "fiducia culturale in se stessa". I prodotti nazionali stanno guadagnando più apprezzamento e riconoscimento da parte dei consumatori cinesi, causando la rapida crescita dei marchi locali.

Vino in Cina generazione Z millenials

Baidu e l'Istituto di ricerca di People.cn hanno realizzato un rapporto riguardo l'acquisto di prodotti nazionali ed è emerso che i principali consumatori sono i millennials e la Gen-Z, in pratica i ventenni, trentenni e quarantenni (fonte Federvini).

Mentre le vecchie generazioni sono più legate ai marchi occidentali, i giovani sono cresciuti assistendo al boom economico della Cina, avendo così maggiore consapevolezza della propria identità nazionale e nella cultura tradizionale.

Come vendere vino in Cina con Noziroh Hub?

Per attrarre i giovani gruppi di consumatori, le cantine cinesi stanno aggiustando le loro strategie di marketing e comunicazione, coinvolgendo personaggi dello spettacolo ed attori per promuovere il vino in Cina tramite eventi dedicati, live sui social, campagne martellanti con contenuti legati alla tradizione.

Ad oggi, il vino in Cina maggiormente consumato è di importazione, e si ritiene che la situazione rimarrà tale per diversi anni ancora. Infatti, il vino italiano è ancora uno dei principali richiesti ed apprezzati nel Paese del dragone.

L'importante è saper promuovere correttamente il proprio brand in Cina ed evitare in modo assoluto di mostrare nelle campagne di marketing e nei social network immagini stereotipate del popolo cinese.

Noziroh Hub può aiutarti a vendere vino in Cina senza pensieri. Questo strumento all-in-one per import-export offre una vasta gamma di servizi, tra cui gestione campagne marketing, gestione KOL e profili social cinesi, supporto commerciale, e-commerce, vendita all'ingrosso, partecipazione a fiere ed eventi.

Gratis una consulenza per vendere vino in Cina cliccando qui.

Autore: Ambra Quadri

Douyin, la versione cinese di TikTok, da tempo è diventato il nuovo re delle piattaforme di social media, sviluppata da ByteDance nel 2016, rappresenta la piattaforma di video brevi più conosciuta e ampiamente utilizzata in Cina.

Un anno dopo il suo lancio, la piattaforma contava più di 100 milioni di utenti che guardavano 1 miliardo di video al giorno, attualmente, ci sono più di 600 milioni di utenti attivi giornalieri.

Questo social media consente agli utenti registrati di creare e condividere video di 15-60 secondi
e livestreaming.
Gli utenti passano mensilmente 26,5 ore su questa piattaforma e si registrano 400 milioni di ricerche giornaliere.

I contenuti di Douyin (抖音, letteralmente “shaking sound” in mandarino) sono principalmente di intrattenimento, infatti gli utenti creano contenuti dove si registrano mentre cantano, recitano e ballano.

Viene anche utilizzata per creare e condividere elementi come brevi sincronizzazioni labiali, commedie e video di sfide virali.

Le differenze tra Douyin e TikTok e le origini

Forse molti non si ricordano di Musical.ly, ma da quest'app nasce Douyin.

Un'app nata per lo streaming e la condivisione di video in formato breve (15 secondi), con oltre 100 milioni di utenti, fino ad agosto 2018.

Crediti immagine: 2 profili di KOL presenti su Douyin. Fonte: app Douyin

L'app consentiva agli utenti una vasta scelta di opzioni di musica e dialogo, con le quali potevano sincronizzare le labbra e creare video divertenti e di intrattenimento.

L'app è stata ampiamente apprezzata da alcuni creatori di contenuti che sono diventati famosi in base alle loro tematiche accattivanti su Musical.ly.

Gli utenti hanno condiviso i video di Musical.ly su piattaforme di social media come Instagram, aumentando ulteriormente la popolarità dell'app.

Tuttavia, nell'agosto 2018, l'app è stata rilevata da una società cinese ByteDance e i suoi utenti sono stati spostati su Tik Tok.

Tutti i contenuti e gli account presenti su Musical.ly sono stati trasferiti automaticamente alla nuova app Tik Tok.

TikTok: il nome internazionale di Douyin

Il nome internazionale di Douyin è TikTok, un'app che ha lo stesso aspetto di Douyin, anche se i due non sono la stessa cosa, nonostante gli sforzi di Bytedance di marchiarla come tale.

Questa non è la prima volta che un'azienda tecnologica cinese presenta un'app come la stessa ovunque, mentre in realtà non lo è.

La super app di Tencent Weixin (微信), nota anche come WeChat, esegue due diversi sistemi per la sua versione cinese e internazionale.

Quando scarichi WeChat o Weixin, essendo entrambi la stessa app, l'app determina quali funzionalità puoi utilizzare e quali informazioni puoi vedere in base al numero di telefono con cui registri il tuo account.

In pratica, ciò significa che quando sei residente non cinese utilizzerai la "versione internazionale", ne consegue che avrai accesso a contenuti (specifici internazionali) che un utente registrato con un numero di telefono cinese non potrà da vedere.

Anche la versione estera non ha le stesse funzioni wallet della versione cinese. Insomma, due app, due sistemi. Le differenze tra WeChat vs Weixin e TikTok vs Douyin, tuttavia, non sono le stesse.

Mentre la prima è fondamentalmente un'app con due diverse modalità, Douyin e TikTok sono due entità completamente separate. A seconda dell'app store che utilizzi, potrai scaricare Douyin o TikTok.

Gli utenti degli app store cinesi possono trovare solo Douyin, mentre gli utenti dell'Apple Store all'estero o di Google Play troveranno solo TikTok disponibile per il download.

Che le app siano in realtà sistemi separati diventa chiaro quando si eseguono le stesse parole di ricerca in tutte e 2 le piattaforme. Entrambe le applicazioni forniscono contenuti diversi per la stessa query.

Crediti immagine: profilo Douyin ufficiale Chen He. Fonte: app Douyin

Ad esempio, uno degli account più popolari di Douyin è quello dell'attore cinese Chen He (陈赫), che ha oltre 68 milioni di fan e presenta ogni settimana tantissimi video.

Tuttavia, quando si esegue la ricerca con lo stesso nome in TikTok, vengono visualizzati diversi account non verificati, che mostrano tutti alcuni video simili come quelli sull'account Douyin di Chen He.

Opportunità per le aziende

Come abbiamo detto, Douyin è molto interattivo e personalizzabile, anche grazie ad algoritmi che apprendono continuamente le preferenze degli utenti in base al loro livello di coinvolgimento con ogni video.

Ma la piattaforma rappresenta anche una grande opportunità per i brand. Su Douyin, le aziende possono fare affari creando account verificati e utilizzando un elevato coinvolgimento per vendere i propri prodotti e servizi, così come altre app cinesi.

I consumatori hanno iniziato a utilizzare Douyin per cercare informazioni e recensioni di marchi e prodotti, rendendolo uno strumento di consulenza affidabile in fase di pre-ordine.

Ci sono già molti marchi internazionali che si lanciano su Douyin per raggiungere i propri clienti. Il social media, infatti, consente la creazione di mini-ad e contenuti cliccabili che consentono agli utenti di accedere all'e-commerce di un brand.

Infatti, Douyin ha lanciato una sezione di e-commerce che collega gli account Taobao, JD e Tmall all'app (leggi anche l'integrazione di Taobao e Tmall).

Creando video pubblicitari che durano pochi minuti e hanno un budget contenuto, si può inserire nel video un link diretto all'e-commerce, oppure inserire un banner pubblicitario alla fine del video.

Si possono anche sponsorizzare i prodotti di un brand fornendo dettagli di articoli con contenuti visivi come video e immagini o tramite banner pubblicitari.

Molti marchi occidentali hanno ampliato con successo la loro attività in Cina grazie alle loro campagne di marketing su Douyin.

Douyin mette a disposizione numerose ads per le aziende. Grazie ad esse si possono raggiungere più facilmente i clienti, aumentare la brand awareness e la visibilità tra i giovani cinesi.

Il pubblico di Douyin

I principali utenti della piattaforma sono giovani cinesi, principalmente millennial e Gen Z, che a marzo 2020 rappresentavano il 73,9% degli utenti.

Essendo uno dei gruppi di consumatori con il più alto potere d'acquisto in Cina, le attività di marketing di Douyin rappresentano enormi opportunità di business.

Douyin gender users social network China
Crediti immagine: genere utenti Douyin a confronto tra 2019 e 2020. Fonte: WalktheChat Analysis

Infatti la Generazione Z, ovvero i nativi digitali che quando comprano desiderano vivere un’esperienza e far parte di quel momento piuttosto che affrontare una mera e semplicistica esperienza di acquisto di un bene o di un prodotto.

Questi giovani consumatori nati tra il 1995 e il 2010, nei prossimi anni, saranno quelli che avranno un enorme importanza per la spesa interna in Cina.

Attualmente corrispondono al 12% della popolazione e nel 2018 hanno inciso nei consumi delle famiglie con una spesa di 566 miliardi di dollari.

Desiderano farsi notare e vogliono risaltare all’interno della società, valorizzano l’artigianato e il design, usano la tecnologia per socializzare, si preoccupano dell’impatto sociale e preferiscono brand di nicchia e locali.

Ma non sono solo i giovani. A differenza di TikTok, utilizzato principalmente da utenti molto giovani, Douyin è popolare anche tra gli utenti di età superiore ai 40 anni. È anche interessante osservare il cambio di genere degli utenti di Douyin.

Mentre a marzo 2019 l'app era utilizzata principalmente da uomini, un anno dopo, grazie alla crescita dei KOL di moda e cosmetici, la base di utenti si è rapidamente spostata su un pubblico femminile, aprendo un mercato più ampio per le vendite.

Lo shopping online è diventato un'abitudine consolidata in Cina, con piattaforme che vanno dai social network all'e-commerce a guidare la tendenza.

A parte la sua popolarità e le numerose tattiche di marketing disponibili, ciò che rende Douyin diverso è che per diventare virale, il tuo profilo non ha bisogno di avere milioni di follower e mi piace.

Se il tuo contenuto è giusto può raggiunge migliaia o milioni di visualizzazioni e interazioni. Questo perché i suoi algoritmi apprendono continuamente le preferenze dell'utente, indipendentemente dagli amici e i following.

Douyin è noto per la sua capacità di coinvolgere tutti gli utenti e questa funzione viene rapidamente sfruttata dai marchi.

Le Branded Hashtag Challenges riflettono un desiderio crescente tra i consumatori cinesi di impegnarsi con i marchi, desiderando svolgere un ruolo attivo piuttosto che essere un consumatore passivo.

La creazione di hashtag dedicati alle sfide può aumentare la consapevolezza del marchio, aumentare il coinvolgimento ed è un ottimo modo per creare una comunità di fedelissimi.

Douyin cos'è e come funziona in Cina social commerce streaming dirette live

Come sfruttare al meglio Douyin?

Avere i social media in Cina è essenziale, ma richiede anche molti sforzi e risorse. Ogni piattaforma social ha le sue caratteristiche e i marchi devono ricercare strategie ad hoc per ciascuna piattaforma.

L'opzione migliore è spesso quella di scegliere un partner professionale che possa accompagnare il marchio Oltre Muraglia in tutte le fasi della sua espansione attraverso i canali digitali.

Per questo motivo, per avere un buon successo in Cina strumenti come Noziroh Hub sono fondamentali per le imprese che si affacciano per la prima volta al mercato cinese e vogliono vendere i loro prodotti in Cina e farsi accompagnare in questo viaggio.

I rischi di fallimento sono dietro l'angolo e solo tramite una ricerca di mercato approfondita è possibile verificare la fattibilità di un progetto ed evitare imprevisti.

Affidarsi a professionisti come Noziroh Hub, che conoscono le abitudini d’acquisto dei consumatori cinesi e con il quale è possibile gestire tutte le fasi di commercializzazione contando su un unico riferimento: ricerca di mercato, apertura/gestione degli store nelle principali piattaforme e-commerce cinesi, stoccaggio della merce, evasione ordini, apertura/gestione dei profili social cinesi, confezionamento e private label, è fondamentale per avere successo nel mercato del Paese del dragone.

Autore: Lorenzo Spaterna

Noziroh Hub supporta le aziende che vogliono vendere prodotti alimentari in Cina. Per questo, e per offrire una gamma di servizi più ampia, abbiamo stretto una partnership con Food2China, la piattaforma che mette in contatto migliaia di distributori cinesi con produttori esteri attivi nel settore agroalimentare.

Prima di iniziare a descrivere la piattaforma preferiamo esporre una breve introduzione sul mercato cinese e spiegare come funzionano le attività di importazione ed il relativo commercio di prodotti alimentari provenienti dall'Italia.

I prodotti made in Italy sono sempre più presenti e richiesti in Cina, basti considerare che il volume d’affari è passato da 17 miliardi di dollari nel 2012 a più di 30 miliardi di dollari nel 2021, il 36.3% in più rispetto al 2020 (fonte Tribuna Economica).

Vendere prodotti alimentari in Cina è un'ottima opportunità per le aziende italiane. Ci sono diversi fattori che portano la Cina ad essere un importatore di prodotti agroalimentari e dipende dalle forniture estere per diversi tipi di prodotti, non essendo in grado di soddisfare la crescente domanda interna.

La Cina ha il 22% della popolazione mondiale ma soltanto il 7% delle terre coltivabili. Oltre a questo, la rapida crescita industriale degli ultimi decenni ha portato in diverse aree del Paese problemi di inquinamento talmente gravi da rendere impossibili le coltivazioni agricole.

Vendere prodotti alimentari in Cina, è il momento giusto?

Se un'azienda italiana volesse cimentarsi nel vendere prodotti alimentari in Cina, si troverebbe in una situazione molto favorevole, spinta da una serie di trend positivi che stanno portando i prodotti italiani ad essere sempre più presenti nelle tavole dei consumatori cinesi.

La commercializzazione di prodotti all'estero è sempre un'incognita, non sapendo mai quali risultati si otterranno nel promuovere i prodotti in un altro Paese. Riguardo il settore agroalimentare, è bene guardare i risultati positivi raggiunti dalle imprese italiane negli ultimi anni.

Le vendita di prodotti agroalimentari italiani in Cina è cresciuto del 46% nel 2021 rispetto al 2019. Tuttavia, la quota di mercato dei prodotti nostrani rappresenta appena il 2% sul valore delle importazioni agroalimentari totali del Paese del dragone.

L'export dei prodotti italiani in generale è ritornato ai livelli pre-pandemia già dallo scorso anno. In particolare, nei primi nove mesi del 2021 le esportazioni di prodotti alimentari in Cina hanno registrato un aumento del 39% rispetto allo stesso periodo del 2020 (fonte Coldiretti).

I prodotti alimentari italiani più venduti in Cina sono il vino, l'olio d'oliva, la pasta, i formaggi e prodotti caseari. Se l'azienda produce questo tipo di prodotti, questo è sicuramente il momento giusto per vendere prodotti alimentari in Cina.

Vendere prodotti alimentari in Cina con Food2China export made in Italy
Crediti immagine: Home page del sito Food2China. Fonte: sito web Food2China

Cos'è Food2China e come funziona

Dopo le precedenti considerazioni, sorge spontanea una domanda: Come si possono vendere prodotti alimentari in Cina? La soluzione più semplice è utilizzare Food2China, un marketplace B2B per aziende nato appositamente per questo scopo.

Tramite questa piattaforma è possibile vendere all'ingrosso e promuovere prodotti del settore agroalimentare rivolgendosi a potenziali compratori cinesi, attivi nella grande distribuzione locale. Il funzionamento di Food2China è simile a quello di Alibaba, ma si differenzia per alcuni fattori.

Food2China è un marketplace fondato nel 2014 e di proprietà della Guangzhou Food2China Network Technology Co. Ltd. Viene gestito in sinergia con la IFA (Imported Food Association) di Guangdong, la quale offre ai fornitori iscritti a Food2China la possibilità di partecipare a fiere ed altri eventi offline.

La piattaforma conta più di 100.000 acquirenti B2B cinesi (importatori, e-commerce, distributori, rivenditori, agenzie catering e molti altri. ecc) e più di 5.000 fornitori provenienti da tutto il mondo iscritti per vendere prodotti alimentari in Cina.

All'interno di Food2China è possibile creare una vetrina online personalizzata, caricare le schede prodotto degli articoli, inserire specifiche tecniche, ingredienti, modalità di acquisto, quantità e prezzo di vendita all'ingrosso secondo un range di quantità e condizioni da impostare a discrezione del venditore.

Food2China non è solo un marketplace

Vendere prodotti alimentari in Cina tramite Food2China comporta diversi vantaggi. Il primo è che in pochi passaggi si possono presentare i propri prodotti al mercato cinese tramite un'interfaccia per la creazione di inserzioni, quindi non è necessaria alcuna esperienza nel mondo della programmazione web.

Un altro vantaggio è la possibilità di partecipare a condizioni agevolate con uno spazio espositivo alle principali fiere del settore agroalimentare di tutta la Cina, come per esempio la Food2China Expo di Guangzhou, la SIAL di Shanghai e la ANUFOOD di Shenzhen.

Oltre a questo, Food2China organizza incontri a tema ed invita sia i produttori che gli acquirenti B2B iscritti alla piattaforma a partecipare. In questo modo i venditori possono confrontarsi con gli acquirenti in modo più informale, offrendo degustazione prodotti ed esponendo il loro catalogo.

Questa piattaforma è in grado di offrire diverse opportunità di business. Grazie alla loro fitta rete di distributori sarà possibile posizionare i propri prodotti agroalimentari, italiani e di ottima qualità, sugli scaffali dei supermercati, nei ristoranti di fascia alta, o direttamente nelle case delle famiglie cinesi.

Vendere prodotti alimentari in Cina sarà molto più semplice grazie al supporto di Food2China, ma come viene gestita la parte operativa? Come gestire le richieste degli acquirenti? Le certificazioni dei prodotti? Come spedire la merce in Cina? Con chi posso comunicare in italiano? La risposta è Noziroh Hub!

Vendere prodotti agroalimentare in Cina Food2China made in Italy export Negroni
Crediti immagine: Vetrina del brand Negroni sul sito Food2China. Fonte: sito web Food2China

Come sfruttare al meglio Food2China?

Food2China è un'ottima piattaforma per vendere prodotti alimentari in Cina. Tuttavia, come tutti i marketplace, il post vendita va gestito direttamente dal venditore, il quale dovrà comunicare con acquirenti cinesi ed è facile si creino malintesi in queste situazioni.

Va poi considerata la negoziazione degli accordi commerciali, con relativa gestione dei pagamenti delle commesse. Poi è necessario certificare i prodotti per renderli idonei al commercio in Cina. E non è finita qui, c'è la spedizione da organizzare per ritirare la merce dall'Italia e consegnarla all'acquirente cinese.

Per vendere prodotti alimentari in Cina, e poter gestire tutte queste fasi, è fondamentale appoggiarsi ad aziende che siano in grado di poter offrire un adeguato supporto in loco e che soprattutto siano in grado di comunicare con entrambe le parti, sia in italiano che in cinese.

Gli strumenti offerti da Noziroh Hub soddisfano tutte queste esigenze, l'unico all-in-one per poter vendere prodotti alimentari in Cina e promuovere il proprio brand nel Paese del dragone. L'azienda verrà seguita da un team specializzato, comunicando in italiano, e supportata dalla nostra struttura in loco.

Con Noziroh Hub è possibile gestire tutte le fasi di commercializzazione contando su un unico riferimento: analisi di mercato, gestione degli store nelle principali piattaforme e-commerce cinesi, stoccaggio della merce, evasione ordini, gestione dei profili social cinesi, confezionamento e private label.

Autore: Alessandro Ave

In questo articolo spiegheremo come vendere prodotti italiani in Cina. L’export italiano in Cina è riuscito ad ottenere delle ottime performance nel corso del 2021: i dati relativi al primo semestre si sono rivelati decisamente positivi, con una crescita del 55% nel solo periodo gennaio-aprile (fonte Ansa). 

Non solo tessile e pelletteria, i numeri sono cresciuti anche e soprattutto in altri settori: l’Italia è diventata il principale partner commerciale per le esportazioni di marmo (metà delle vendite internazionali di marmo italiano sono dirette in Cina), è in crescita l’export di mobili e occhialeria, si registrano trend positivi per il settore chimico e metallurgico (fonte Sace).

Quello cinese è un mercato che offre numerose opportunità e la cui domanda è in costante aumento, ma anche uno dei più insidiosi.

Come vendere prodotti italiani Cina nel 2021? Affrontare un percorso di internazionalizzazione senza prepararsi al meglio potrebbe portare a degli errori talvolta difficili da recuperare.

Fase 1 - Partire dall’offline

Studiare il mercato

Per vendere prodotti italiani in Cina è fondamentale prima di tutto un’attenta ricerca di mercato

L’appeal del Made in Italy non è più l’unico driver di scelta per il pubblico cinese, che è diventato col tempo sempre più esigente e consapevole nell’affrontare i propri acquisti. 

Vendere prodotti italiani in Cina studiare il mercato

La concorrenza con i competitors può diventare spietata, perciò occorre trovare il modo per differenziarsi e commettere quanti meno errori possibili per vendere prodotti italiani in Cina. 

Vi sono diverse insidie di cui bisogna tener conto prima di avviare un processo di internazionalizzazione in Cina:

Diversificare in base alle province

Per esportare in Cina bisogna in primo luogo tenere conto delle enormi differenze che possono riscontrarsi tra le diverse regioni o città.

La Cina ha un territorio vastissimo: 23 province, 5 regioni autonome, 4 municipalità e 2 regioni amministrative speciali. Considerare il Paese come un unico mercato può portare a grosse perdite di tempo e, soprattutto, di denaro.

Per fare chiarezza e differenziare meglio i consumatori, le città cinesi vengono in genere classificate con un sistema chiamato City-Tier

Si distinguono 4 Tier: le grandi metropoli e le città più ricche come Shanghai e Pechino fanno parte del Tier 1, mentre le città con un PIL più basso e una popolazione ridotta appartengono al Tier 4. 

Chi vuole vendere prodotti italiani in Cina si affida a questa classificazione per pianificare il proprio export plan: la strategia per promuovere i propri prodotti italiani in una città Tier 1 sarà infatti completamente diversa da quella da adottare per una città Tier 4.

Diversificare in base alle generazioni

Per vendere prodotti italiani in Cina è bene che la propria strategia venga adattata a seconda della categoria merceologica e le fasce d’età a cui ci si rivolge. Vi sono grandi differenze tra le diverse generazioni e adeguare la comunicazione al proprio target può fare la differenza.

L’importanza del networking in Cina

Uno dei concetti fondamentali della cultura cinese, declinato anche in ambito business, è quello di guanxi 关系 (lett. “relazioni”). Avere le giuste guanxi è fondamentale, soprattutto in rapporti lavorativi in cui serve conquistarsi la fiducia del proprio partner.

Si tratta di rapporti di stima reciproca che vanno costruiti con tempo e pazienza e non di semplice networking come lo intendiamo in Occidente.

Ma come rompere il ghiaccio e trovare i primi contatti? Pensare di vendere prodotti italiani in Cina senza alcun punto di riferimento è impensabile, per questo affidarsi nella prima fase a chi opera già nel Paese dovrebbe essere la scelta più opportuna: permette di evitare buchi nell’acqua e risparmiare il tempo necessario a costruire una relazione di fiducia con la controparte.

La soluzione migliore è quella di appoggiarsi a un’agenzia che opera da tempo nel mercato, specializzata in servizi di consulenza specifici per vendere prodotti italiani in Cina. 

Guanxi in Cina networking per vendere prodotti italiani in Cina

Noziroh Hub, con sede in Italia, in Cina ed esperienza decennale nel vendere prodotti italiani in Cina, rappresenta una linea diretta con l’Asia.

Infatti, offre supporto in varie fasi e aspetti del percorso di internazionalizzazione: possibilità di appoggiarsi a un temporary export manager, supporto per logistica e spedizioni, magazzino e supporto vendita B2B.

Fase 2 - Vendere prodotti italiani in Cina (online)

Scegliere le giuste piattaforme

Per vendere prodotti italiani in Cina è necessario adattare la propria strategia online e ottimizzare il proprio e-commerce per specifiche piattaforme web.

In Cina il motore di ricerca principale non è Google, ma Baidu, e sono diversi anche i social network utilizzati: Facebook, Instagram e WhatsApp lasciano posto ad altri social locali come Wechat, Douyin, Little Red Book.

Vista l’enorme varietà di social network, posizionarsi su quelle giuste può essere più impegnativo del previsto. Per questo tema consigliamo di leggere l'articolo "5 profili social per la tua strategia di marketing in Cina" (leggi qui).

E-commerce

Quello dell’e-commerce cinese è uno degli ecosistemi più prosperi al mondo: secondo uno studio McKinsey i volumi delle vendite raggiungeranno presto i 650 miliardi di dollari, rendendo quello cinese il primo mercato al mondo.

Vi sono due modi per vendere prodotti italiani in Cina tramite e-commerce:

Nel primo caso occorre assicurarsi che la propria attività ottenga l’autorizzazione alla “vendita online”. Nel secondo caso invece sarà possibile creare dei negozi virtuali interni ai siti e si dovrà stare attenti a rispettare la regolamentazione interna.

Social network

Secondo uno studio Statista, l’adulto medio cinese spende sui social network in media tre ore al giorno. I numeri si alzano notevolmente se si analizzano le fasce d’età più giovani: i Gen Z trascorrono in media sei ore al giorno davanti lo schermo del loro smartphone.

In un mercato così florido e ricco di app e piattaforme e-commerce scegliere il giusto canale aiuta a raggiungere più facilmente il proprio target e permette di adattare la strategia al proprio audience.

Social media e KOL per vendere prodotti made in Italy in Cina

Live streaming commerce

Per vendere prodotti italiani in Cina tramite e-commerce o social network in Cina sono ormai diventate fondamentali da due anni a questa parte le live streaming commerce.

Quasi tutte le piattaforme hanno l’opzione di trasmissione live e il valore delle vendite tramite questa modalità ha raggiunto nel 2020 i 160 milioni di dollari. Per questo tema consigliamo di leggere l'articolo "Live streaming commerce in Cina, Bytedance sfida Alibaba" (leggi qui).

Adattare la propria comunicazione al mercato cinese

Una delle sfide più ardue per conquistare i consumatori e vendere prodotti italiani in Cina è sicuramente quella di elaborare una strategia di comunicazione efficace

I consumatori cinesi sono sempre più esigenti e ciò che funziona bene per il mercato occidentale non sempre ha gli stessi risultati in Asia.

Un errore di comunicazione del brand può risultare fatale e mandare all’aria intere campagne, se non l’intero processo di export.

Per questo per raccontare il proprio prodotto al pubblico cinese è importante affidarsi a dei professionisti che conoscono a fondo la cultura e la sensibilità dei consumatori orientali.

Noziroh Hub offre una vasta gamma di servizi, tra cui gestione campagne marketing, brand positioning, ricerca dei giusti KOL, apertura e gestione di profili social nelle piattaforme cinesi. Per parlare con un consulente su come vendere prodotti italiani in Cina, puoi prenotare una telefonata gratuita cliccando qui.

Autore: Maria Rita Mura

Nonostante il commercio internazionale sia ostacolato dalle conseguenze della pandemia, le aziende europee continuano ad esportare in Cina.

Infatti, l'esportazione di merce Europea nel paese del dragone ha registrato una crescita rispetto agli anni precedenti, tanto da far diventare questo Paese il maggior partner per le importazioni dall'Europa (del 22.4% secondo fonte Eurostat).

Tra le merci preferite dai consumatori cinesi, troviamo cibo e bevande, prodotti chimici, macchinari e veicoli, materie prime, energia e altri prodotti manifatturieri.

La Cina rappresenta quindi un'importante opportunità anche per l'export italiano, che nel 2020 ha raggiunto un valore complessivo di circa 6 miliardi di euro (MadeforExport).

Tuttavia esportare in Cina risulta complesso per chi si approccia a questo mercato per la prima volta. Infatti è importante conoscere i relativi rischi, per evitare errori ed incorrere in sanzioni. Questa guida ti spiegherà come esportare in Cina step by step e quali sono le fasi a cui prestare particolare attenzione.

Step 1: Ricerche di mercato e della propria nicchia per esportare in Cina

La cultura e lo stile di vita cinesi sono molto differenti da quelli occidentali e allo stesso modo occorre tenere in considerazione che il mercato cinese presenta delle peculiarità e delle logiche proprie: ciò che potrebbe funzionare in altri mercati non necessariamente potrebbe avere successo in Cina.

Eurostat statistiche export in Cina 2010 2020 grafici dati esportare in Cina

Allo stesso modo, alcuni prodotti di minore successo in altre aree geografiche, potrebbero rivelarsi decisivi su questo mercato. Quando si decide di esportare in Cina, bisogna inoltre tener conto della vastità di questo mercato e della relativa complessità e differenziazione anche di regione in regione.

Prima di iniziare con le pratiche di export, è dunque fondamentale effettuare ricerche di mercato per verificare le potenzialità dei propri prodotti, analizzare la concorrenza locale e straniera e adattare la strategia di marketing alla luce dei dati raccolti.

È utile anche capire quali sono gli elementi di differenziazione dei propri prodotti dagli altri già presenti sul mercato e individuare la propria nicchia: in un Paese di 1,3 miliardi di abitanti anche una nicchia può di fatto essere composta da un gran numero di acquirenti.

Nel processo di adattamento della propria strategia al mercato cinese, occorre anche tenere conto di come tradurre il nome del proprio brand nella lingua locale: alcuni nomi stranieri possono essere difficili da pronunciare per il consumatore medio.

Occorre dunque trovare una combinazione di caratteri cinesi che richiami al nome originale (in termini onomatopeici o di significato) e allo stesso tempo evochi nel cliente accezioni positive.

È opportuno in questa scelta farsi aiutare da un consulente madrelingua che sia in grado di individuare eventuali connotazioni negative o positive, richiami culturali e doppi sensi.

Step 2: Comprendere il sistema di tassazione per esportare in Cina

Il sistema di tassazione per esportare in Cina, sottopone l'esportatore al pagamento di 3 tasse fondamentali:

Dazi doganali

I dazi doganali sono calcolati sulla base di aliquote differenziate che variano in base alla tipologia e all'origine del bene esportato.

Esistono cinque classificazioni:

L'Italia beneficia inoltre delle riduzioni riservate ai Paesi facenti parte della WTO. Ulteriori riduzioni si applicano ad un numero limitato di prodotti quali mais, riso, farina, zucchero, lana, cotone e fertilizzanti.

Esportare in Cina guida step by step spedizioni dogana cinese

Sarà l'ufficio doganale presso il quale si presenta la dichiarazione di esportazione a determinare l'aliquota da applicare.

VAT (o IVA)

Anche in questo caso le aliquote variano in base al prodotto. Solitamente è pari al 17% del valore della merce sommato al dazio doganale.

Imposta sul consumo

Questa è applicata solo sui prodotti ritenuti non necessari.

Fa riferimento sia al valore che alle quantità e varia a seconda del prodotto, in un range che va dall'1% al 40%. Tra i prodotti a cui si applica troviamo cosmetici, gioielli, alcol, tabacco, motocicli, petrolio, pneumatici, yachts e orologi di lusso.

Sono previste esenzioni e trattamenti agevolati per alcuni tipi di commercio. Ad esempio, sono soggetti a trattamento fiscale agevolato le importazioni legate al cross-border e-commerce B2C per transazioni con valore massimo di 2.000 RMB e con un massimale di 26.000 RMB all'anno per singolo acquirente (InfoMercati esteri).

Per merce depositata in magazzini doganali, area sotto sorveglianza doganale e depositi doganali è prevista invece la sospensione del pagamento dei diritti di importazione fino al momento dell'introduzione delle merci sul mercato.

Infine, nel 2013 sono state introdotte le Free Trade Zones, che permettono di introdurre beni sul territorio cinese in sospensione di imposta.

Step 3: Certificare i prodotti da esportare in Cina

Prima di esportare in Cina la merce, occorre anche verificare se per la propria categoria di prodotto sia necessaria una certificazione. Esistono due tipi di certificazioni, entrambe gestite dalla CNCA (Certification and Accreditation Administration of the People’s Republic of China).

Certificazioni volontarie

Le certificazioni volontarie sono certificazioni non obbligatorie ai fini dell'autorizzazione alla vendita. L'esportatore può decidere ugualmente di certificare i propri prodotti per accertarne la qualità e la sicurezza e di utilizzare tali certificazioni a fini commerciali.

Certificazione obbligatoria (CCC - China Compulsory Certification)

La certificazione obbligatoria (CCC - China Compulsory Certification) è valida sia per prodotti nazionali che importati e attesta la sicurezza del prodotto.

Si applica a 23 tipologie di merci tra cui materiale elettrico, apparecchi per illuminazione, apparecchiature mediche, elettrodomestici, telefonia, pneumatici, ecc ed ha validità di 3 anni.

Senza tale certificazione e senza che venga apposto il logo CCC sui prodotti, questi ultimi non possono essere commercializzati e quindi non è possibile esportare in Cina.

Certificazione cinese CCC - China Compulsory Certiffication esportare in Cina

I prodotti importati prima della scadenza del certificato CCC possono ancora essere commercializzati sul territorio cinese per un certo periodo di tempo, ma occorre prestare attenzione al fatto che molti centri commerciali e le stesse piattaforme di vendita online richiedono che il certificato sia in corso di validità per vendere i prodotti: è dunque consigliabile mantenere sempre attivo il certificato.

È possibile esportare in Cina temporaneamente e senza la necessità di certificazione merci per la partecipazione a fiere e mostre, campioni commerciali e materiale professionale.

Step 4: Sdoganamento

Per le pratiche di sdoganamento e di importazione sul territorio cinese, occorre affidarsi ad un partner locale che sia in possesso della Foreign Trade Rights o Licenza di commercio estero rilasciata dal Ministro del Commercio Estero.

Le pratiche di sdoganamento vengono presentate presso l'ufficio della General Administration of Customs (GAC) più vicino al punto di ingresso o al luogo di destinazione della merce. Il GAC può utilizzare modalità differenti a seconda della zona in cui si trova, quindi occorre valutare in precedenza in quale luogo sia più efficiente operare.

Le merci vengono classificate in:

Step 5: Presentazione della documentazione per esportare in Cina

Oltre alla dichiarazione in dogana, per esportare in Cina è necessario presentare un set di documenti:

È inoltre necessario presentare i relativi documenti di trasporto:

Export in Cina, la guida dei documenti per esportare in Cina

Step 6: Tutela della proprietà intellettuale per esportare in Cina

Questo è un passaggio da avviare ancora prima della decisione di esportare in Cina.

Infatti, è consigliabile tutelare marchi e brevetti aziendali in questo Paese anche se non si intende al momento esportare in Cina, in quanto vige la regola del "first to file": chi per primo registra il marchio, sarà il proprietario dello stesso.

Occorre dunque giocare di anticipo per evitare che in Cina il proprio marchio sia posseduto da altri soggetti.

Per registrare un marchio occorre presentare la propria domanda presso il WIPO (World Intellectual Property Organization) oppure presso l'Ufficio Marchi e Brevetti cinese. Una volta ottenuta l'approvazione alla registrazione del marchio, questa avrà validità di dieci anni ed è rinnovabile.

Per quanto riguarda i brevetti, la registrazione nel territorio di origine non è valida sul territorio cinese, occorre dunque depositare la propria richiesta di registrazione presso il CNIPA (China National Intellectual Property Administration).

Il brevetto può essere depositato all'estero e trasmesso in Cina (se il richiedente è localizzato in Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Parigi), oppure si possono utilizzare le procedure del Trattato di Cooperazione in materia di Brevetti. Una volta registrato il brevetto, per mantenerne la validità occorrerà poi versare una quota fisso annuale.

In merito ai copyright, la Cina si rifà ai maggiori trattati internazionali e alla Copyright Law of the People's Republic of China, che tutela opere artistiche, software, disegni industriali e progetti architettonici, ma non tutela i prodotti realizzati attraverso processi industriali.

Step 7: Promozione e costruzione delle relazioni per esportare in Cina

Ultimi passi fondamentali per esportare in Cina sono relativi alla promozione dei prodotti e alla costruzione di relazioni con gli stakeholder locali.

Per assicurarsi che una volta esportati sul territorio cinese i propri prodotti vengano conosciuti e acquistati dal maggior numero di acquirenti possibile, è importante ancor più che in altri mercati investire nella pubblicità e promozione sui canali online e offline. Il consumatore cinese è costantemente bombardato da pubblicità, è importante dunque essere presenti e attivi su tutti i canali.

Altro aspetto cruciale per esportare in Cina è la creazione di un ampio network di conoscenze e relazioni, non necessariamente esclusivamente nel settore di appartenenza delle proprie merci. I businessman cinesi preferiscono fare affari con persone conosciute e fidate con le quali hanno avuto contatti di persona.

Di conseguenza, anche se non fa parte degli obblighi legislativi necessari per esportare in Cina, organizzare visite presso i clienti e invitare questi ultimi nella propria azienda, rappresenta uno degli aspetti più importanti per garantire il successo dei propri prodotti sul mercato.

Esportare in Cina step by step, relazioni import export in Cina

Esportare in Cina: un mix tra burocrazia, tutela e relazioni

Come abbiamo avuto modo di analizzare, esportare in Cina è un processo complicato e richiede una dettagliata conoscenza delle norme e dei regolamenti locali.

È dunque consigliabile affidarsi a partner esperti che sappiano aiutare l'esportatore nella comprensione delle normative, nella gestione dei vari processi, che conoscano il mercato e la lingua e la cultura locali, in modo da ridurre il più possibile le barriere all'entrata.

Solo in questo modo si potranno cogliere le grandi opportunità di vendita che questo Paese offre.

Strumenti come Noziroh Hub sono fondamentali per esportare e vendere i prodotti in Cina e gestire i processi di export con successo. I rischi di fallimento sono dietro l'angolo e solo tramite una ricerca di mercato approfondita è possibile verificare la fattibilità di un progetto ed evitare imprevisti.

Con Noziroh Hub è possibile gestire tutte le fasi di commercializzazione contando su un unico riferimento: ricerca di mercato, apertura/gestione degli store nelle principali piattaforme e-commerce cinesi, stoccaggio della merce, evasione ordini, apertura/gestione dei profili social cinesi, confezionamento e private label.

Se la tua intenzione è di approcciarti all'export in questo mercato, prenota con noi una consulenza telefonica gratuita a questo link.

Autore: Marcella Pignatelli

La procedura per importare dalla Cina merce di vario genere può rivelarsi complessa se non si conoscono gli adempimenti e i documenti necessari. I requisiti da rispettare quando si acquista dalla Cina possono variare da categoria a categoria di prodotto ma ci sono alcuni documenti fondamentali comuni a tutte le tipologie di spedizione.

Gli adempimenti per importare dalla Cina

Le persone che acquistano beni da Paesi extracomunitari, compresi i privati ​​e i titolari di partita IVA, devono:

In caso di acquisto di beni da paesi extra UE (importazioni), l'acquirente deve adempiere ad una serie di obblighi, quali:

Come funziona la bolla doganale per importare dalla Cina

Le merci importate devono essere sdoganate, ovvero ispezionate dalla dogana prima di essere immesse nel territorio del paese per verificare la quantità della merce, se sono idonee a essere distribuite nel paese d’arrivo e il loro valore.

Se l'esito dell'ispezione è positivo, verrà emessa una bolla doganale per dimostrare che i dazi e l’IVA sono stati pagati. La base imponibile "di importazione" è data dalla somma del valore in dogana delle merci importate, che equivale al valore di transazione insieme alle spese accessorie prima dell’importazione.

L’aliquota dell'imposta sul valore aggiunto applicabile (meglio conosciuta come IVA) è l'aliquota fiscale corrente sulle merci nazionali.

Rispetto ai documenti per importare dalla Cina, la lista può variare in base al tipo di prodotto che si desidera acquistare; tuttavia, esistono almeno 4 documenti necessari da produrre per importare la merce in Italia.

Ecco una checklist della documentazione da ottenere per importare dalla Cina

Cosa è la Commercial Invoice

La Commercial Invoice è una fattura commerciale che contiene tutti i dati del produttore, dell'acquirente, delle merci e del valore economico delle merci importate. Si tratta di un documento fondamentale per importare dalla Cina.

La fattura deve essere dettagliata, perché l'incidenza dei dazi doganali e dell'IVA verranno calcolati in base al valore dichiarato ed il codice prodotto (HS code).

Fatture errate o poco chiare possono anche indurre le autorità a sospettare tentativi di frode, che possono quindi portare al blocco della merce e alle indagini della Polizia.

Importare dalla Cina - Disimballaggio della merce

Cosa è la Packing List per importare dalla Cina

La packing list è un documento obbligatorio nei paesi extra UE e contiene la lista degli imballi presenti in uno o più lotti di merce. Questo documento non fiscale deve riportare i dati identificativi dell'aspetto esteriore di ogni collo.

In altre parole, la packing list corrisponde alla bolla di accompagnamento, che contiene tutti i dati del carico: dal numero totale di articoli e colli al peso e volume totale del carico.

Ti ricordiamo che è molto importante fornire informazioni nel modo più chiaro possibile per evitare malintesi che possono ritardare i tempi di consegna per importare dalla Cina.

Cosa è la Polizza di Carico per importare dalla Cina

La polizza di carico è un titolo di credito che attesta la stipula del contratto di trasporto marittimo e concede il diritto di ottenere la consegna della merce. I dati della Polizza di Carico devono corrispondere esattamente ai dati della Commercial Invoice e della Packaging List (la bolla di accompagnamento).

Inoltre, i dati riportati nella Polizza di Carico e nella Commercial Invoice devono essere coerenti con i dati del Certificato di Origine, un certificato indispensabile fornito dalla China Chamber of International Commerce (CCOIC).

Quando l'importatore non è in possesso di tale polizza assicurativa, non può dimostrare di essere il proprietario della merce, né può completare le pratiche doganali.

Truffe sulla Polizza di Carico

Ci sono diverse truffe relative alla Polizza di Carico. Quando la merce viene presa in carico da uno spedizioniere cinese, può succedere che il documento allegato venga "perso" durante il processo di spedizione.

Pertanto, una volta arrivata la merce, lo spedizioniere contatterà l'importatore per chiedere di aumentare il costo del servizio di trasporto con aggiunte che vanno solitamente dagli 8.000 ai 20.000 euro.

Se l'acquirente si rifiuta di pagare, il mittente tratterrà la polizza di carico e altri documenti di trasporto, impedendo all’acquirente di espletare le procedure doganali e ricevere la merce; la merce resta quindi nel porto di destinazione, e se l'acquirente non la ritira in pochi giorni o non firma un contratto con lo spedizioniere locale per ritirare la merce per lui, dovrà pagare un affitto da 40 a 80 euro al giorno.

Cosa è il Certificato di Origine per importare dalla Cina

Il certificato di origine (noto anche come modulo A, C/O, COO o CoO) riporta il paese di origine in cui il prodotto viene prodotto o assemblato.

Dopo l'arrivo della merce al porto di carico, l'autorità doganale può richiedere un certificato di origine sia per verificare il paese di origine, che potrebbe comportare aliquote dei dazi all'importazione diverse, sia per confermare se il prodotto è stato etichettato correttamente.

Solitamente il certificato di origine viene rilasciato dal fornitore, è importante accertarsene prima di importare dalla Cina.

Importare dalla Cina - magazzino in loco free trade zone

Merci speciali dalla Cina e documenti aggiuntivi

A seconda del tipo di merce, potrebbero essere necessari documenti aggiuntivi per sdoganare le merci importate. Alcune categorie di merci speciali sono:

  1. L'imbottitura in piuma d'oca: l’imbottitura in piuma d’oca richiede sia un Certificato Sanitario emesso dal mittente cinese un Nulla Osta Sanitario per conto del destinatario. Il Nulla Osta può essere richiesto e ottenuto dal servizio di spedizione stesso.
  2. I prodotti in pelle: le merci devono essere accompagnate da una dichiarazione di Washington, che conferma che il prodotto non è soggetto alla CITES (Convenzione sulle specie minacciate di estinzione).
  3. Alcune apparecchiature elettroniche/elettriche (come antenne, autoradio, decoder, lettori multimediali, display, ecc.): in questi casi è richiesto il marchio CE, che indica la conformità ai requisiti di sicurezza delle direttive UE.

Importare dalla Cina richiede organizzazione e competenze per evitare spiacevoli sorprese nel preparare e presentare i documenti necessari per l’ingresso della merce acquistata.

Affidarsi a strutture in loco è fondamentale per verificare l'affidabilità di stabilimenti e fornitori, verificare se le certificazioni sono autentiche e se i prodotti possono essere legalmente venduti in Europa.

Realtà come Noziroh Hub sono la chiave per importare prodotti dalla Cina e gestire con successo il processo di produzione. Con un unico referente è possibile gestire tutte le fasi dell'approvvigionamento, dalla ricerca fornitori alla produzione, dalla certificazione allo stoccaggio merci e spedizione dalla Cina.

Il nostro team di esperti madrelingua italiani segue anche i clienti durante le delicate fasi dell'importazione delle merci e dello sdoganamento. L'azienda si trova in Italia e ha una filiale in Cina capace di immagazzinare le merci dai fornitori, ispezionarla e poi spedirla ai clienti.

Autore: Anna Pupi

La Cina sta lottando con una grave crisi energetica che ha lasciato milioni di case e aziende senza corrente elettrica per diverse ore della giornata. I blackout non sono così insoliti nel Paese, ma quest'anno una serie di fattori ha contribuito a far esplodere una situazione di difficoltà senza precedenti.

Il problema è particolarmente grave nei centri industriali nordorientali della Cina, che con l'avvicinarsi dell'inverno richiedono sempre più energia, ed è qualcosa che potrebbe avere implicazioni nel resto del mondo.

In passato il Paese ha lottato per bilanciare le forniture di elettricità con la domanda, il che ha spesso lasciato molte delle province cinesi a rischio di interruzioni di corrente. Solitamente il picco di richiesta energetica avviene durante i periodi in estate e in inverno, ma quest'anno la situazione è peggiore del previsto.

Mentre il mondo inizia a riaprire dopo la pandemia, la domanda di merci cinesi è in aumento e le fabbriche che le richiedono hanno bisogno di molta più energia. In questo articolo analizzeremo le cause, le conseguenze e le soluzioni a questa crisi energetica.

Le regole imposte da Pechino nel tentativo di rendere il paese carbon neutral entro il 2060 (fonte Ansa) hanno visto rallentare la produzione di carbone, anche se il paese fa ancora affidamento sul carbone per più della metà della sua potenza. E con l'aumento della domanda di elettricità, il prezzo del carbone è aumentato.

Ma con il governo che controlla rigorosamente i prezzi dell'elettricità, le centrali elettriche a carbone non sono disposte a funzionare in perdita, infatti molte riducono drasticamente la loro produzione aggravando questa crisi energetica.

Chi è stato colpito dalla crisi energetica cinese?

Abitazioni private, fabbriche e uffici sono stati colpiti da interruzioni di corrente poiché l'elettricità è stata razionata in diverse province e regioni. Ci sono stati blackout in quattro province: Guangdong nel sud e Heilongjiang, Jilin e Liaoning nel nord-est.

Le aziende nelle principali aree di produzione del paese sono state invitate a ridurre il consumo di energia durante i periodi di picco e di limitare il numero di giorni in cui operano. Le industrie ad alto consumo energetico come la produzione di acciaio, alluminio, cemento e produzione di fertilizzanti sono tra le attività più colpite dalle interruzioni.

I dati ufficiali hanno mostrato che nel settembre 2021 l'attività delle fabbriche cinesi si è ridotta al minimo dal febbraio 2020, quando i blocchi del coronavirus hanno paralizzato l'economia. Le preoccupazioni per la crisi energetica hanno contribuito a far sì che le banche di investimento tagliassero le previsioni per la crescita economica del Paese.

Goldman Sachs ha stimato che il 44% dell'attività industriale del paese è stata colpita dalla crisi energetica cinese. Ora si aspetta che la seconda economia più grande del mondo si espanda del 7,8% quest'anno, in calo rispetto alla precedente previsione dell'8,2% (fonte Il Sole 24 Ore).

A livello globale, le interruzioni potrebbero influenzare le catene di approvvigionamento, in particolare verso la stagione degli acquisti di fine anno. Da quando le economie hanno ripreso a correre, i rivenditori di tutto il mondo hanno già dovuto affrontare un'interruzione diffusa a causa di un'impennata della domanda di importazioni.

Crisi energetica cinese blackout settore alluminio interruzioni energia elettrica

Cosa sta facendo la Cina per risolvere il problema?

I blackout in molte delle province settentrionali della Cina hanno spento le luci stradali lo scorso fine settimana, causando ingorghi lunghi chilometri in diverse città (fonte The Standard). I residenti dei grattacieli sono stati costretti a prendere le scale in alcune città dove sono stati bloccati gli ascensori per risparmiare elettricità (fonte BBC).

L'amministrazione provinciale dell'energia nella provincia meridionale del Guangdong in Cina ha chiesto ai residenti di smettere di usare l'aria condizionata e di affidarsi alla luce naturale invece delle lampadine elettriche. Nel frattempo hanno aumentato del 25% i prezzi dell'energia alle utenze industriali nelle fasce orarie di punta (11-12 e 15-17).

La maggior parte delle aziende coinvolte, con lo scopo di limitare i costi di produzione, hanno deciso di posticipare gli orari di lavoro alla sera, in quanto il prezzo dell'energia è inferiore. Per ora questa strategia sembra contrastare questa crisi energetica e non si sono riscontrati significativi disservizi.

Solitamente le autorità cinesi risparmiano i consumatori domestici dai blackout, preferendo costringere gli utenti industriali a ridurre prima il loro consumo di energia. A tal scopo, fornitori di aziende come Apple e Tesla hanno annunciato la chiusura delle fabbriche per giorni con lo scopo di razionare l'elettricità (fonte Reuters).

La Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC) ha delineato una serie di misure per risolvere il questa crisi energetica, dando priorità a soddisfare la domanda nel nord-est del Paese, in vista della stagione invernale.

Le misure includono una stretta collaborazione con i produttori di energia per aumentare la produzione, garantire la disponibilità di carbone e promuovere il razionamento dell'elettricità con lo scopo di affrontare la crisi energetica e risolverla in tempi brevi.

Il China Electricity Council, che rappresenta le aziende produttrici di energia, ha affermato che le società elettriche a carbone stanno ora ampliando i loro canali di approvvigionamento per garantire sia il calore invernale che le forniture di elettricità per poter risolvere la crisi energetica prima dell'inverno.

La Cina ha drasticamente ridotto il consumo di carbone dal 2017, riducendo la percentuale utilizzata per generare elettricità da oltre l'80% al 51,8% nel 2019. L'energia rinnovabile, tra cui eolica e solare, ha compensato la maggior parte della differenza, tuttavia il Paese dipende ancora dai combustibili fossili.

Come si è arrivati a questa crisi energetica?

Le ragioni principali della mancanza di energia nel sud della Cina sono diverse da quelle del nord. Il sud sta esaurendo l'energia idroelettrica; il nord si trova in difficoltà per l'aumento dei prezzi del carbone.

Le province meridionali della Cina, come il polo manifatturiero del Guangdong, hanno subito carenze di energia da giugno, quando i funzionari locali hanno ordinato ai produttori di razionare l'energia, costringendo le fabbriche a tagliare la produzione (fonte Reuters). Questa soluzione era solo un preludio all'attuale crisi energetica.

Crisi energetica cinese blackout fabbriche Guangdong Shenzhen

Il Guangdong ottiene il 30% della sua elettricità dall'energia idroelettrica, ma un'estate più calda della media ha prosciugato i bacini idrici e fatto evaporare la fornitura di energia nello Yunnan. Allo stesso tempo, l'aumento dei volumi delle esportazioni ha causato un picco nella domanda di energia, portando ad una carenza di energia.

Le province settentrionali cinesi dipendono maggiormente dai combustibili rispetto a quelle meridionali. Il nord arido e gelido fa molto affidamento sulle centrali elettriche a carbone per generare elettricità. Le autorità hanno razionato l'energia alle industrie più "affamate", come l'estrazione di Bitcoin e la fusione dell'alluminio (fonte Global Times).

In Cina, la rigida regolamentazione dei suoi mercati energetici da parte del governo ha costretto i produttori di elettricità ad accettare i costi crescenti delle materie prime, come il carbone, senza scaricarli ai consumatori. Adesso per molti di questi produttori di energia, il costo è diventato troppo alto e questo ha reso la crisi energetica più grave.

Fino a due anni fa, il governo consentiva ai produttori di energia di aumentare le tariffe elettriche di appena il 10% per tenere conto di un improvviso aumento dei costi operativi. Ma, nell'ottobre 2019 la Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC), ha ordinato il congelamento degli aumenti dei tassi a tempo indeterminato.

Il mese scorso, 11 produttori di energia nel nord della Cina hanno presentato una petizione al governo per consentire agli operatori di aumentare i prezzi per i consumatori per risolvere la crisi energetica ed aumentare la produzione. Se i rincari non possono essere trasferiti agli utenti, hanno avvertito i produttori di energia, rischiano il fallimento.

Il mese scorso nel Guangdong le temperature hanno raggiunto i 33 gradi Celsius ed alle famiglie è stato chiesto di spegnere l'aria condizionata, il governo provinciale ha annunciato che avrebbe consentito ai produttori di energia di trasferire i costi sui consumatori. Questo ha limitato l'utilizzo di corrente elettrica e tamponato la crisi energetica.

Mentre la Cina continua verso la decarbonizzazione, far pagare di più ai consumatori per l'inquinamento aiuterà a stimolare questa transizione. La sfida per Pechino sarà ridurre al minimo l'interruzione costringendo la sua gente a finanziare il cambiamento ed evitare una nuova crisi energetica.

La Cina fatica a produrre elettricità?

No, c'è la capacità di generare elettricità. Dall'inizio dell'anno la produzione di elettricità è aumentata di circa il 10% grazie alla ripresa dell'economia dalla pandemia. Tuttavia, la Cina è il più grande importatore mondiale di carbone. I prezzi dei combustibili fossili sono aumentati negli ultimi mesi in risposta all'aumento della domanda.

Purtroppo però le scorte di carbone sono esaurite prima del previsto, ed i produttori sperano che Pechino elimini tutte le restrizioni ambientali che aumentano il costo della produzione di elettricità con i combustibili fossili o che i prezzi mondiali diminuiscano per lasciarsi alle spalle questa crisi energetica in modo definitivo.

La situazione è peggiorata per la Cina quando lo scorso anno l'Australia ha chiesto di avviare un'indagine internazionale sulle origini della pandemia di coronavirus. Pechino ha imposto un divieto non ufficiale alle importazioni dall'Australia, rendendolo dipendente dal carbone più costoso dei fornitori nazionali e da altri Paesi.

Crisi energetica Cina produzione corrente elettrica carbone

Tuttavia, trovare nuove fonti di importazione di carbone potrebbe non essere semplice. La Russia è già impegnata a fornire i suoi clienti in Europa, la produzione indonesiana è stata colpita da forti piogge e la vicina Mongolia sta affrontando una carenza di capacità di trasporto su strada.

Un quadro geopolitico delicato

Pechino sembra che non abbia intenzione di allentare gli standard ambientali dopo aver dichiarato di sentirsi responsabile sul cambiamento climatico ed in vista del COP26 di Glasgow previsto per novembre vuole dare un'immagine di leadership su questo tema.

Oltre a questo, Shijiazhuang e la provincia di Heilongjiang, entrambe nel nord della Cina, ospiteranno le Olimpiadi invernali dall'inizio di febbraio 2022, per le quali sarà richiesto il cielo limpido di fronte al pubblico di tutto il mondo (Beijing 2022). Questa situazione potrebbe ritardare l'uscita dalla crisi energetica.

Va ricordato che la Cina ha ospitato le Olimpiadi estive nel 2008 e, per garantire un cielo azzurro a favore di telecamere ed opinione pubblica mondiale, ha chiuso le fabbriche inquinanti entro un raggio di 250 km dalla città quattro mesi prima.

Il governo USA è in gran parte responsabile dei prezzi alla produzione e del costo dell'energia mondiale. Se desidera mettere sotto pressione la Cina, in questo momento ha la possibilità di farlo. Va considerato però che la Russia potrebbe voler sostenere Pechino e rompere con gli alti prezzi dell'energia imposti a livello globale.

La Russia può permetterselo ed una tale mossa potrebbe dare a Mosca una certa influenza su Pechino sul piano politico ed economico. Gli Stati Uniti devono stare attenti a non intervenire troppo tardi su questo tema, poiché più tardi lo fanno, maggiori sono le sollecitazioni su un'economia globale in ripresa ma in carenza di energia.

In passato, la Cina ha affrontato la carenza di energia con un sistema a rotazione. Venti anni fa, il paese ha subito un'altra crisi energetica quando la produzione è esplosa in un momento in cui la rete energetica nazionale non era sufficientemente sviluppata per soddisfare l'enorme domanda.

Sono stati mantenuti i servizi essenziali, poi introdotto un sistema di condivisione comunitaria dell'energia. Le fabbriche sono state suddivise in categorie ed è stato loro comunicato in anticipo (una questione cruciale quando si pianifica la produzione) quando l'energia sarebbe diminuita.

Alcune industrie sono state incoraggiate ad investire in generatori di riserva permanenti. Questa crisi energetica è perdurata per nove mesi, fino a quando la rete nazionale ha aumentato la produzione e quindi soddisfatto a pieno la domanda nazionale di corrente elettrica.

Cosa aspettarsi i prossimi mesi?

Il periodo più caldo dell'anno sotto l'aspetto produttivo si avvicina, infatti mancano poche settimane al Black Friday, Cyber Monday e soprattutto al Natale. Ci sarà quindi un picco della domanda di merci dalla Cina e la crisi energetica potrebbe peggiorare.

Chinese energy crisis China import supply

Per quanto riguarda il Natale e le forniture di giocattoli, le cose sono cambiate dai primi anni 2000, quando il Guangdong produceva il 95% della domanda globale di decorazioni natalizie. Infatti, la Cina ha scalato la "catena del valore" e nessuno dei più grandi produttori di giocattoli al mondo è cinese, anche se i prodotti vengono realizzati lì.

Tuttavia, negli ultimi anni (soprattutto nel mercato statunitense) a causa della guerra dei dazi voluta da Donald Trump alcuni anni fa, la produzione è stata spostata in altri Paesi, come il Vietnam.

Questa è diventata un'efficace estensione del modello di business China Plus One, che ha visto gli investitori stranieri dividere la loro produzione in due parti: la prima con sede in Cina per il mercato interno cinese e la seconda, con sede in località come Vietnam, India, Thailandia, Filippine o Bangladesh per servire il mercato occidentale.

Si tratta però di una soluzione che non sempre si è rivelata efficace, in quanto molti Paesi presentano formazione professionale, competenze, flessibilità e sviluppo tecnologico inferiori rispetto alla Cina. Va anche considerato il fatto che questa crisi energetica non sta colpendo solo Pechino e che quindi potrebbero presentarsi gli stessi problemi.

Appoggiarsi a strutture in loco è fondamentale per poter affrontare al meglio questa crisi energetica, seguire la produzione passo passo ed evitare spiacevoli imprevisti come ritardi, errori di conformità e documentazione incompleta.

Strumenti come Noziroh Hub sono la fondamentali per le importazioni di prodotti dalla Cina e la gestione dei processi produttivi con successo. Con un unico riferimento è possibile gestire l'intera catena di approvvigionamento, dalla ricerca del fornitore alla produzione, dalla certificazione allo stoccaggio della merce e la spedizione dalla Cina.

Il nostro team di esperti segue i clienti anche nelle delicate fasi di importazione e sdoganamento della merce, comunicando in lingua italiana. L'azienda si trova in Italia ed ha una filiale in Cina da cui è possibile stoccare la merce proveniente dai fornitori, controllarla ed in seguito spedirla al cliente in una volta sola.

Autore: Alessandro Ave

Little Red Book, nota anche con il nome di Xiaohongshu, è una delle app di social commerce con più rapida crescita sul mercato. Conta più di 100 milioni di utenti attivi sulla sua piattaforma.

Questo social offre opportunità ai brand internazionali di sfruttare il proprio potenziale e costruire una forte presenza in Cina. È per questo che marchi come Louis Vuitton e YSL si stanno promuovendo sulla piattaforma. Si tratta di un canale di marketing indispensabile per le aziende nel panorama digitale cinese in continua evoluzione.

La raccomandazione sui social media e la condivisione di consigli sono le modalità principali con cui i consumatori cinesi scoprono nuovi prodotti e decidono sugli acquisti. Intatti, piattaforme social come questa sono un mezzo chiave per la condivisione e la ricerca dei prodotti da comprare.

I consumatori seguono gruppi a tema ed i cosiddetti Key Opinion Leader (KOL) per idee e approfondimenti sui prodotti. Ecco perché negli ultimi anni Little Red Book si è distinto, alimentando questa nuova modalità di social media marketing cinese.

L'evoluzione della piattaforma

Little Red Book è stata fondata da Miranda Qu e Charlwin Mao nel 2013 come guida online per gli acquirenti, fornendo agli utenti una piattaforma per recensire i prodotti e condividere le proprie esperienze di acquisto con la community.

Screenshot Little Red Book Xiaohongshu social commerce in Cina
Crediti immagine: alcuni profili ufficiali di brand occidentali presenti su Little Red Book. Fonte: app Little Red Book

Nell'ottobre 2014, i fondatori hanno iniziato a concentrarsi sul collegamento dei consumatori cinesi con i rivenditori e hanno creato la propria piattaforma di e-commerce, dove i consumatori cinesi possono acquistare prodotti dall'estero direttamente dagli store ufficiali dei brand.

Nel 2015 Little Red Book ha aperto i suoi magazzini a Shenzhen e Zhengzhou, offrendo servizi di logistica, groupage ed assistenza nello sdoganamento della merce acquistata dagli utenti cinesi.

A maggio 2017 Xiaohongshu contava oltre 50 milioni di utenti, con un fatturato di quasi 10 miliardi di Yuan, rendendola una delle piattaforme di e-commerce più grandi al mondo. Sempre lo stesso anno, entrava in servizio il sistema logistico internazionale REDDelivery.

Il 6 giugno di quell'anno, Little Red Book ha tenuto un festival dello shopping per celebrare il suo quarto anniversario. Durante quel giorno, il fatturato ha superato i 100 milioni di Yuan nel giro di solo 2 ore, mentre l'app si è classificata al primo posto nell'App Store iOS nella categoria "shopping".

Nel giugno 2018, Xiaohongshu ha ricevuto un finanziamento di 300 milioni di dollari da Alibaba e Tencent , con una valutazione complessiva di 3 miliardi di dollari. Nel 2019 è stata selezionata nell'elenco delle imprese più innovative di Forbes China. Sempre lo stesso anno, la piattaforma contava oltre 300 milioni di utenti registrati (fonte Statista).

Un pubblico giovane e benestante

Xiaohongshu è un'ottima piattaforma per acquistare prodotti di bellezza e moda di alta fascia di brand stranieri. Ha una propria rete logistica, può collegarsi ad altre app di e-commerce tramite collegamenti ipertestuali ed è perfetto per cercare informazioni sui prodotti di bellezza in generale.

Gli utenti di Little Red Book hanno un reddito medio-alto, sono desiderosi di viaggiare ed alla continua ricerca dei prodotti, servizi e tendenze più recenti. Il 95% degli iscritti ha meno di 32 anni e fanno parte della cosiddetta Generazione Z cinese. L'80% sono donne, oltre il 60% proviene da città di primo e secondo livello (fonte Statista).

Secondo l'app, ci sono 300 miliardi di post visualizzati ogni giorno, di cui oltre il 70% sono contenuti generati dagli utenti. I consumatori cinesi interagiscono con una media di otto touchpoint digitali prima di impegnarsi ad acquistare un prodotto all'interno della piattaforma.

Uno dei vantaggi di Little Red Book è che le aziende internazionali hanno accesso ad esso, consentendo loro di capitalizzare su una connessione diretta con il loro pubblico. Inoltre, consente ai brand di coinvolgere e vendere al loro mercato di riferimento utilizzando un algoritmo che mostra i contenuti in base alle preferenze degli utenti.

KOL e influencers su Little Red Book Xiaohongshu social commerce in Cina

La pubblicità nei feed dell'app è il modo più efficiente per raggiungere i consumatori. Il contenuto ideale è user friendly e originale, fornendo validi motivi per interagire come uno sconto, una news, una sorpresa. Xiaohongshu offre una vasta gamma di formati multimediali e di lunga durata, in modo da colpire il maggiore target di persone possibile.

Vendere in Cina con Little Red Book

Essendo l'app preferita dai consumatori cinesi per la ricerca di prodotti, i contenuti sono relativi principalmente ai beni di lusso, bellezza, moda, viaggi e stile di vita al femminile. Tuttavia, la moda maschile, il fitness, l'istruzione, la tecnologia digitale e l'arredamento della casa sono categorie in rapida crescita.

Little Red Book si distingue dalle altre piattaforme di e-commerce per molti aspetti. Utilizza contenuti generati dagli utenti, spinge la creazione di community per ottenere informazioni dettagliate sugli acquisti in tempo reale affinché gli utenti possano interagire, condividere e divertirsi all'interno della piattaforma.

In stretta collaborazione con KOL e testimonial di prodotti famosi, Little Red Book riesce ad esaltare gli articoli mostrati, garantendo sicurezza nei pagamenti ed un'ottima esperienza di acquisto. La community all'interno della piattaforma è unica e grazie all'integrazione dell'e-commerce è possibile utilizzare molteplici funzionalità.

Con l'introduzione del live streaming nel 2019, assieme all'esplosione del vlogging, la popolarità di Little Red Book ha superato tutte le aspettative, aumentando enormemente la sua popolarità.

Little Red Book ha visto una crescita senza precedenti negli ultimi cinque anni ed il live streaming commerce è considerato la tendenza principale nel 2021. Avevamo affrontato il tema a maggio, spiegando come Bytedance ed Alibaba stiano investendo in questo nuovo formato di contenuti in Cina (puoi leggere l'articolo cliccando qui).

Che si tratti di monitorare le tendenze dei consumatori, gestire la reputazione del brand o l'andamento delle vendite, questo è un canale fondamentale per il marketing in Cina.

Su Xiaohongshu è possibile creare live streaming, pubblicare video e foto, scrivere blog post, acquistare direttamente dal profilo ufficiale di un brand. Qualsiasi contenuto può essere targettizzato con i classici hashtag. Inoltre, è possibile creare i cosiddetti mini program per poter personalizzare la propria pagina e molto altro.

Qualunque sia il settore, è impossibile ignorare questa piattaforma pionieristica. Si tratta di una piattaforma chiave per la condivisione e la ricerca dei consumatori ed indispensabile per posizionare il proprio brand in Cina.

Come sfruttare al meglio Little Red Book?

Aprire un account su Little Red Book Xiaohongshu per vendere in Cina
Crediti immagine: Illustrazione Little Red Book dedicata ai seller. Foto: sito web Little Red Book per i venditori

Little Red Book è un'ottima piattaforma per i brand che vogliono vendere in Cina, i quali possono offrire i loro prodotti a KOL specifici della categoria più adatta e nel frattempo aprire un negozio al suo interno, sponsorizzandolo con inserzioni mirate in aggiunta ad una campagna marketing efficace.

È importante sfruttare al meglio i numerosi eventi legati all'e-commerce in Cina come prova iniziale per testare le strategie da seguire tutto l'anno. Se le scelte fatte si riveleranno efficaci, saranno replicate negli eventi successivi, in occasione degli eventi più importanti dell'anno (es. il singles' day).

Strumenti come Noziroh Hub sono fondamentali per le vendere i prodotti in Cina e la gestione dei processi di export con successo. I rischi di fallimento sono dietro l'angolo e solo tramite una ricerca di mercato approfondita è possibile verificare la fattibilità di un progetto ed evitare imprevisti.

Con Noziroh Hub è possibile gestire tutte le fasi di commercializzazione contando su un unico riferimento: ricerca di mercato, apertura/gestione degli store nelle principali piattaforme e-commerce cinesi, stoccaggio della merce, evasione ordini, apertura/gestione dei profili social cinesi, confezionamento e private label.

Autore: Alessandro Ave

Visit our FacebookVisit our InstagramVisit our LinkedIn
Noziroh - Partita IVA IT04266980277
Via G. Leopardi 13, Torre di Mosto 30020 VE - Italia
Venezia
Siviglia
Shanghai
Guangzhou
Contattaci
Powered by KGM - © 2024 Noziroh - Tutti i diritti riservati
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram

UTILIZZO DEI COOKIE PER LA MIGLIORE ESPERIENZA POSSIBILE SUL SITO NOZIROH HUB

Su questo sito web utilizziamo strumenti proprietari o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. Per maggiori informazioni, puoi consultare la pagina utilizzo di cookie.